non mi era ancora capitato di passar la notte quasi in bianco pensando e ripensando a un paio d’occhi senza pensare alle porcate che farei con il loro proprietario…
ieri si.
ogni volta che chiudevo i miei occhi nel tentativo di dormire mi apparivano dritti dritti nel mio sguardo mentale e mi sussurravano dolci parole e mi dicevano tante cose belle.
scrivevo il 19 aprile…
mi fa sempre molto bene alla salute mentale, a quella fisica ma soprattutto allo spirito fare i nostri rave-afterhour di musica antica.
da sei mesi tondi ieri però, le mie motivazioni hanno quel qualcosa in più di insondabile.
quegli occhi che mi si sono piantati negli occhi sei mesi fa entrando in una stanza, hanno messo radici, lì e ovunque dentro di me e sta germinando qualcosa di più di un’attrazione o un affetto.
c’è una dolcezza infinita intorno al proprietario, proprietario degli occhi ma forse anche un po’ mio, e sento folate di spirito che lo trapassano travolgendomi come un treno in corsa.
mi irrigidisco, faccio come sempre la socievole con tutti, rido, faccio ridere, evito di guardarlo negli occhi, di fare esercizi con lui, però gli sfioro una mano incerta se cercare di stringerla un po’ per non farmi stringere il cuore.
cerco di rimanere in superficie per non coinvolgermi, per non rimanere scottata.
c’è qualcosa che trascende la sbandata, la stima, l’affetto, le fantasie.
mi ci sto proprio perdendo dentro.
vedersi così di rado e con tanta gente con cui è un continuo baci e abbracci perchè ci si vuol bene un po’ tutti, siamo contenti di vederci, di condividere musica e spirito, non aiuta a capire che tipo di relazione e di sentimento può nascere.
mi cerca, sembra volermi star vicino almeno un po’.
e poi sparisce.
è difficile disambiguare quale piacevolezza c’è nel vedersi e nel condividere cose belle in un contesto in cui tutto e tutti sono piacevoli…
dovrò trovare modi e tempi per non fare un ruzzolone dalle scale e capirci qualcosa.
è un po’ misterioso…(sgrunt)