crescere insieme

7 10 2008

mi arrivano le news dall’associazione il trillo, che organizza tante cose interessanti a contatto con il suono e la natura, stavolta wolfgang ha pubblicato un libro su cui secondo me si deve metter assolutamente le mani.
la presentazione a roma:

La Fondazione Basso-Sezione internazionale
e l’Associazione Il Trillo

invitano alla
presentazione del libro

CRESCERE INSIEME
MUSICOTERAPIA: UNA SFIDA ESISTENZIALE

di Wolfgang Fasser
nell’ambito del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani

Venerdì 17 ottobre 2008 – ore 17
Sala Conferenze Fondazione Basso
Via della Dogana Vecchia 5 – Roma

I diritti dei bambini
La terapia basata sui rapporti come fondamenti dei Diritti umani

Programma

Momento musicale con Shalom Klezmer
introduzione: Linda Bimbi, responsabile Fondazione Basso – Sezione
internazionale
Presentazione del volume: Antonella Di Maggio
Relazione: Wolfgang Fasser, Fisioterapista e musicoterapista
Conclusione
Momento musicale con Shalom Klezmer

Per informazioni rivolgersi a: Fondazione Basso-Sezione Internazionale –
Tel: 06-6877774
Associazione Il Trillo
Tel: 339-6377828

L’autore : Wolfgang Fasser

Fisioterapista e musicoterapista, svolge l’attività clinica con bambini
altrimenti abili e persone adulte presso l’Atelier di improvvisazione
musicale Il Trillo (Italia).
E’ docente presso varie scuole di musicoterapia e naturopatia e relatore a
congressi in Italia e Svizzera. Autore di numerosi articoli professionali e
pubblicazioni on line.

Il libro: Crescere insieme*

È un argomento che viene sviluppato e approfondito in questo testo. Nel
fuoco dell’attenzione è la relazione dialogica fra il terapista e il
paziente e la riflessione dei processi interiori.
Agli esempi pratici mostra vissuti, esperienze e fatti della realtà interna
della musicoterapia, ed esterna fra famiglia, scuola, servizi e società.
Il suo approccio, centrato sulla persona, la struttura funzionale del
disagio e orientandosi alle risorse del paziente e il suo contesto, ha
fortemente una prospettiva ottimista e costruttivista. La disabilità appare
in primo piano come potenziale e come sfida esistenziale sia per il bambino
che per il terapista nel cammino verso una vita con maggiori qualità.

* Crescere insieme. Musicoterapia: una sfida esistenziale, Casa Editrice
Vesalius, Costanza (Germania) 2007

Wolfgang Fasser
www.wolfgangfasser.ch

Assoc. il Trillo
www.iltrillo.org

Shalom Klezmer
www.shalom-klezmer.ch

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agata smeralda

24 09 2008

il primo giorno di scuola circolava nel corridoio all’entrata un signore serio e sereno, distinto, che avevo già visto da qualche parte.
scopro poco dopo che nel 96, prima di dare soldi a chicchessia visto che non lavoravo e volevo fare qualcosa di utile con i nuovi amici del coro, ero andata proprio nel suo ufficio in via cavour a farmi raccontare qualcosa di più del suo progetto.

stamani dopo l’intervallo c’era religione e il prof entra spingendo un carrello con un televisore e un lettore dvd.
lo aiuto a spostare la cattedra e a mettere le spine mentre il professor barsi che in quella veste ha voluto fare una compresenza di italiano e religione, introduce il filmato che abbiamo poi visto.
agata smeralda in brazile, cosa fa, come opera, cos’è.
non è la pena che muove tale progetto. è il rimboccarsi le maniche facendo, dando.
indipendentemente da ogni idea o credenza, il messaggio di Cristo è che l’amore è per tutte le persone e quindi i diritti umani sono di tutti, nessuno escluso.

dignità.
sorrisi.
speranza.
scelta.
futuro.

tanti i temi importanti su cui riflettere e da discutere che i ragazzi avranno tempo di far maturare dentro di loro.
intanto stamani la “mia” classe di quattrordicenni ha subito una semina, aspettiamo il raccolto.
quando mi nominano don milani mi si bagnano gli occhi, perchè la vita passa dalla scuola e la scuola deve essere scuola di vita.





è arrivata S.

16 09 2008

da ieri nella mia vita è entrata s. e mi batte di nuovo il cuore.
se con i sordi provo un misto di emozioni ed entusiasmo indicibile, se per i ritardi e i down provo un grande affetto, davanti agli autistici a me batte, subito, istantaneamente, al primo evitamento di sguardi, forte, il cuore.
è una sorta di innamoramento, un colpo di fulmine.
la certezza che c’è un’ intelligenza da stimolare, una personalità da svegliare e tirar fuori, una personcina in crescita da condurre per mano verso le mille avventure della vita, della socializzazione con i coetanei, le cose del suo cuore da scoprire, il bello di vederle uscire e condividerle….lungo e tortuoso sarà il percorso ma ci saranno occasioni di guardar splendere quel sole e di contribuire a quella energia.
ah, e ho finalmente trovato un orecchio che mi dà le paste!!
ora voglio vedere dove a scuola ci potremo nascondere per cantare insieme…

p.s.
mi sono resa conto che il primo impatto con questo post mette davanti al mio linguaggio tecnico nonchè comune per quando parlo di ragazzi con handicap…sono la prima che non vuole classificare e identificare con l’etichetta di una patologia la persona stessa ma sono anche la prima che si innervosisce davanti alle edulcorazioni tipo diversamente abili, altrimenti abili, etc: nobili intenti di sottolineare le facoltà positive degli individui, che però portatori di handicap, altro termine allucinante, lo rimangono. per me sono tutti individui, splendide persone con certe o altre caratteristiche. uso certi termini con disinvoltura solo per amor di sintesi e per allontanare la pretesa ipocrita di far finta che nel parlato quotidiano non si usino.
l’uomo ha bisogno di dare un nome alle cose, basta che le cose mantengano la loro reale dignità.





la doga

17 08 2008

ed eccomi di nuovo da A., un cult per l’educatore dinamico.
non ci facciamo mancare nulla: bipolare, vedova, ossessiva, leggera demenza senile, la tiroide, la pressione, la sciatica, leggera incontinenza e nel contempo nata libera e spesso alquanto lucida, il che aumenta la sua sofferenza nel momento in cui la subisce.
stasera in fase abbastanza ossessiva e depressa non ti va a rompere una doga del letto?
non si è rotta ovviamente, è solo uscita dalla sede ma tanto è bastato per farmi correr fuori dal bagno soccorrendo un “ooooddio oddiiiiiiioooo, che ho fatto??? come ho fatto??? oooooooddddddiiiiioooooo….”.
sudata incredibile per cercare di rimettere la doga al suo posto ma più che altro per calmare A. che nel rimettere il letto voleva anche il lenzuolo che spuntasse lateralmente dei centimetri precisi di cui spuntava precedentemente al danno…
ha parlato stasera, si è fatto le undici fra una cosa e l’altra. nella sua lucidità la sua sofferenza emotiva è chiara e forte, cerco di tirargliene fuori un pochino perchè se ne possa liberare dato che non parla di sè durante il giorno al centro diurno, mi sopporta proprio perchè qualcuno con lei ci deve stare ma non mi tollera quando do ragione al figlio. poi però troviamo una nostra dimensione quando si parla di fede e allora son baci e abbracci ma com’è difficile dire le cose giuste con il sentimento adatto…io a dare ragione a una persona quando penso che non ce l’abbia non ci sto, non lo trovo rispettoso a dispetto di qualunque patologia.
nottata in bianco causa cambio letto, rumori dei vicini, animale molesto.
il mio guadagno netto in termini di presenza felina è questo però:





l’ottavo giorno

13 07 2008

(in finale, harry)
in principio non c’era niente
si sentiva solo la musica.
il primo giorno fece il sole
che pizzica gli occhi.
il secondo giorno fece l’acqua:
è bagnata, e bagna i piedi
se ci cammini dentro.
poi fece il vento
che fa il solletico.
il terzo giorno fece l’erba
quando la tagli piange:
le fa male, bisogna consolarla
parlarle con dolcezza.
se tocchi un albero
diventi albero.
il quarto giorno fece le vacche
quando ansimano è caldo.
il quinto giorno fece gli aeroplani
se non li prendi
puoi guardarli passare.
il sesto giorno fece le persone:
gli uomini, le donne, i bambini
io preferisco le donne e i bambini
perchè non pungono quando li baci.
il settimo giorno, per riposarsi, fece le nuvole
se guardi a lungo
ci vedi disegnate le storie.
allora si domandò se mancava niente
l’ottavo giorno fece georges
e vide che era buono.

(all’inizio del film, georges)
in principio non c’era niente c’era solo la musica
il primo giorno ha fatto il sole che pizzica gli occhi e poi ha fatto la terra
il secondo giorno ha fatto il mare che bagna i piedi, il vento che fa il solletico
il terzo giorno ha fatto i dischi, my name is john, my table is yellow, quelli che sono nati in america parlano inglese io non so dove sono nato credo che in mongolia.
il quarto giorno ha fatto la televisione
il quinto giorno ha fatto l’erba, quando la tagliano piange, bisogna consolarla, parlarle con dolcezza.
se tocchi un albero diventi albero.
se chiudi gli occhi diventi formica.
il sesto giorno ha fatto gli uomini, ce ne sono di tutti i colori, ci sono blu, ci sono neri, ci sono rossi, ci sono bianchi e anche arancioni e rossi, verdi, blu, le farfalle blu bianche grigie o gialle, agili pazze leste e ondeggianti e spavalde le farfalle come fiori celesti battono l’aria con ali salde.
natalie è una donna io preferisco le donne perche’ non pungono quando le baci. piu’ tardi sposo natalie[….]
domenica si è riposato, era il settimo giorno[…]

dal film “l’ottavo giorno”, jaco van dormael, 1996

in memoria di michael, lucia, marcello e in onore di tutte le persone speciali che sono passate nella mia vita
n, m, m, e, c, m, m, c, d, f, g, g, a, i, c, e gli ospiti della luna verde, montedomini, il gignoro, l’aquilone e tutti quelli per cui sono stata di passaggio o poco più.
grazie infinite





twìttagnene!

7 05 2008

se sto in casa per la maggior parte delle ore del giorno tutto ok, twitto ogni tanto, in certi momenti di piu’, in certi meno.
oggi è stata una giornata che ho passato fuori per molte ore e senza pc, se me lo fossi portato al seminario in cui ci volevano vendere una catena di macchinari da immunochimica avrei twittato di tutto e di continuo ma non ce l’avevo e mi sono trattenuta fino a casa.
stasera mi si è chiarito che la visione di catepol di twitter come un grande condominio è davvero calzante, e dire che già mi andava a pennello anche quella di arf che ci vede una piazza o uno struscio per la via principale, un bar tipo circolo
stasera botta e risposta con emeriti sconosciuti mi hanno fatto sentire la famosa serendipity, che nella vita si manifesta molto più raramente che su twitter, alla fine.
molta gente, molti modi di essere e di esprimersi, di molti non so neanche il nome, ma ci piacciamo e questo è l’importante.
un messaggio sintetico con un limite di battute e senza fronzoli fa uscire il meglio delle cose che vuoi esprimere. è semplicemente geniale.
semplice.
e geniale.
W twitter, la rivoluzione sociale di internet.





libro parlato, parliamone

8 01 2008

un altro treno che mi sarebbe partito da un po’ di tempo e’ associare a questa cosa dell’open source una mia competenza e leggere ad alta voce testi che possano essere utili a utenti ciechi, possibilmente studenti di materie che devo studiare anche io, unendo l’utile all’utile, rispolverando un minimo le tecniche di doppiaggio di ben….anni fa, argh, sono gia’ 13 anni di ruggine….beh, vedremo come me la cavo.

si potrebbe arricchire anobii di audiolibri o far circolare i libri parlati su emule con magari la collaborazione di libreremo.org ….hey, che ideona, creare un gruppo di volontari che tirino giu’ un po’ di libri parlati, perche’ no.

dovremmo contattare l’utenza per chiedere da che cosa conviene partire, quali testi servono di piu’ formule permettendo…

si puo’ bypassare il libro parlato della mia citta’ evitando di invischiarsi nelle solite mafie di chi si occupa del sociale e delle associazioni mononeuroniche….

sì:

SI-PUO’-FA-RE !!!