semel in anno licet insanire

27 08 2008

ah, ehm, di palo in frasca, dunque dovrei pubblicizzare un paio di concerti nel lucchese di cui so poco o nulla ma ve li dico lo stesso, siamo una manciata di cantus anthimi mescolati a gente da varie parti di italia e ci riuniamo per fare un corso di musica antica (e ormai sapete che quando IO dico musica antica, è antica davvero, non barocco), sotto la direzione del maestro stefano albarello, con la collaborazione di linda severi e altri.
prendete nota se siete nei paraggi, ho sentore che saranno niente male e gratuiti

Sabato 30 Agosto a Camaiore ore 21.15
Chiesa della Badia

Domenica 31 Agosto a Montecarlo (Lu) ore 17.30
Chiesa della Collegiata

enjoy!
disfrutà!





27 08 2008

quela è visibilmente peggiorata nell’ultimo mese, gli sproloqui, le ossessioni, le percezioni sbagliate della realtà, del caldo, del freddo, degli odori, di cosa pensa di cui io abbia bisogno, che la fanno cullare nelle nuove fole di volersi sentire un po’ madre, quando sembra riflettere sui suoi errori passati, sono arrivate a un livello molto faticoso da sopportare e quando io sono l’obbiettivo delle sue manie mi snerva oltremodo, so, ed è l’unica certezza che mi fa continuare a tollerare le offese, le balle e la mancanza di rispetto, che è la patologia che la fa agire e verbalizzare nelle direzioni illogiche che la sua mente prende.
sapere della morte, dolorosa, di v. le ha dato una bella batosta e sta dormendo molto in questi giorni, dice di aver male ai reni, se solo sentissero i medici di cosa si nutre e che liquidi ingerisce….
mi fa male vederla così, sentirla partire in quarta nelle elucubrazioni folli e sono quasi contenta di essere così arrabbiata con lei e con mio padre da non essere troppo in empatia con quel dolore perchè so che se solo un minimo cedo, come sarebbe mia natura, io non farò altro che imitare il suo sonno diurno, la sua inerzia, come fosse una richiesta d’aiuto a chicchessia, vacua, gettata al vento.
domattina prima di arrivare a lucca chiamerò lo psycho per sentire che conclusioni ha tratto e che ne posso trarre io, visto che sembra che abbiano concluso.
il fatto che non ci sia una certificazione mi fa avere le mani legate da un punto di vista sia pratico che emotivo, che posso fare? dov’è il confine di quello che devo e posso fare per lei e dove sta la sua indipendenza? molte conclusioni che traggo per poter prendere la mia vita in mano, la mia casa, le mie relazioni e le mie attività, sfociano nella conseguenza logica di portare in tribunale mio padre, cosa che in realtà non voglio fare ma mi sembra che ogni giorno che passa in questa situazione mi venga richiesto a gran voce, e chi s’è visto s’è visto.
a metà settembre riprende un tran tran frenetico, feroce, di lavoro, tirocinio, lezioni, studio e non so come potrò far coincidere energie e orari.
basta un giorno, un solo giorno che il mio corpo e la mia mente imitino la sua patologia nel dormire per esempio, che sono fottuta: licenziata.
combatterò perchè questo non accada ma le mie risorse sono ridotte a un lumicino in certi periodi.
che la provvidenza mi sostenga e lo spirito mi illumini sul da farsi, sia fatta la tua volontà.





non potho reposare (a diosa)

17 08 2008

…e visto che stasera sono pateticamente a struggermi, mi struggo fino in fondo e ti dedico la più struggente in assoluto…

Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
né in dispiacere o pessamentu.
T’assicuro ch’a tie solu bramo,
ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo

Amore meu prenda de istimare
s’affettu meu a tie solu est dau;
s’are iuttu sas alas a bolare,
milli bortas a s’ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s’attera cosa non a t’abbissare.

Si m’esseret possibile d’anghelu
d’ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.

Amore meu, rosa profumada,
amore meu, gravellu olezzante,
amore, coro, immagine adorada.
Amore, coro, so ispasimante,
amore, ses su sole relughente,
ch’ispuntat su manzanu in oriente.

Ses su sole ch’illuminat a mie,
chi m’esaltat su coro e i sa mente;
lizzu vroridu, candidu che nie,
semper in coro meu ses presente.
Amore meu, amore meu, amore,
vive senz’amargura, nè dolore.

Si sa lughe d’isteddos e de sole,
si su bene chi v’est in s’universu
are pothiu piccare in d’una mole,
comente palumbaru m’ippo immersu
in fundu de su mare a regalare
a tie vida, sole, terra e mare.

Unu ritrattu s’essere pintore,
un’istatua ‘e marmu ti vachia
s’essere istadu eccellente iscultore,
ma cun dolore naro: “Non d’ischia”.
Ma non balen a nudda marmu e tela
in cunfrontu ‘e s’amore d’oro vela.

Ti cherio abbrazzare egh’e basare
pro ti versare s’anima in su coro;
ma da lontanu ti deppo adorare.
Pessande chi m’istimas mi ristoro,
chi de sa vida nostra tela e tramas
han sa matessi sorte prite m’amas.

Sa bellesa ‘e tramontos, de manzanu
s’alba, aurora, su sole lughente,
sos profumos, sos cantos de veranu,
sos zeffiros, sa brezza relughente
de su mare, s’azzurru de su chelu,
sas menzus cosas dò a tie, anghèlu.

forse ti dovrei dedicare la risposta di diosa al suo diosu ma dice tutto, tutto già “a diosa”…





I wish you love

17 08 2008

se potessi, se avessi il coraggio, ti dedicherei questa canzone
se fosse inverno, se non fossi ancora o non più con me, se, se, se…
la faccio parlare al posto mio.

Goodbye, no use leading with our chins
This is where our story ends
Never lovers, ever friends
Goodbye, let our hearts call it a day
But before you walk away
I sincerely want to say

I wish you bluebirds in the spring
To give your heart a song to sing
And then a kiss, but more than this
I wish you love

And in july a lemonade
To cool you in some leafy glade
I wish you health
But more than wealth
I wish you love

My breaking heart and I agree
That you and I could never be
So with my best
My very best
I set you free

I wish you shelter from the storm
A cozy fire to keep you warm
But most of all when snowflakes fall
I wish you love

But most of all when snowflakes fall

I wish you love





la doga

17 08 2008

ed eccomi di nuovo da A., un cult per l’educatore dinamico.
non ci facciamo mancare nulla: bipolare, vedova, ossessiva, leggera demenza senile, la tiroide, la pressione, la sciatica, leggera incontinenza e nel contempo nata libera e spesso alquanto lucida, il che aumenta la sua sofferenza nel momento in cui la subisce.
stasera in fase abbastanza ossessiva e depressa non ti va a rompere una doga del letto?
non si è rotta ovviamente, è solo uscita dalla sede ma tanto è bastato per farmi correr fuori dal bagno soccorrendo un “ooooddio oddiiiiiiioooo, che ho fatto??? come ho fatto??? oooooooddddddiiiiioooooo….”.
sudata incredibile per cercare di rimettere la doga al suo posto ma più che altro per calmare A. che nel rimettere il letto voleva anche il lenzuolo che spuntasse lateralmente dei centimetri precisi di cui spuntava precedentemente al danno…
ha parlato stasera, si è fatto le undici fra una cosa e l’altra. nella sua lucidità la sua sofferenza emotiva è chiara e forte, cerco di tirargliene fuori un pochino perchè se ne possa liberare dato che non parla di sè durante il giorno al centro diurno, mi sopporta proprio perchè qualcuno con lei ci deve stare ma non mi tollera quando do ragione al figlio. poi però troviamo una nostra dimensione quando si parla di fede e allora son baci e abbracci ma com’è difficile dire le cose giuste con il sentimento adatto…io a dare ragione a una persona quando penso che non ce l’abbia non ci sto, non lo trovo rispettoso a dispetto di qualunque patologia.
nottata in bianco causa cambio letto, rumori dei vicini, animale molesto.
il mio guadagno netto in termini di presenza felina è questo però:





assisi: prossima fermata, assisi

17 08 2008

se non avessi 1300/1400 signori chilometri sotto il sole dell’agosto spagnolo sulle spalle e sulle gambe, capirei.
invece ieri, bischera, perchè ci son poche altre definizioni, sono partita in 4° con la sveglia mattutina delle 7 che però non è stata sufficiente per prendere il treno delle 8:09, calcolato con lo spazzolino sulle gengive, mi son preparata in tempo per il treno successivo che pero’ causa ataf, tanto per cambiare, ho perso e alla fine ero in anticipo per quello delle 12:09, mitigando l’attesa con un caffè-zero, espresso (270 kcal)…
nottate in bianco precedenti e mal di testa da canicola hanno reso il viaggio in treno un lieto diversivo, schiacciato pisolino di una mezzora, cosa rara, e arrivo a santa maria degli angeli alle ore 14:48 circa.
scendo dal treno incurante del calore aggressivo che saliva dall’asfalto e cerco la fonte che mia aveva suggerito andrea , mi bagno la testa, mi reidrato, riempio la bottiglina e riparto, giuliva, su questi bei mattoncini rossi che ad un certo punto iniziano a recare nomi.
cerco di camminare leggendone un po’ e inizio a notare il paese in lontananza, non faccio troppo caso al sole e alla temperatura, proseguendo, la strada inizia a curvare ma ai pedoni è riservato un morbido cammino in salita su cui proseguono i bei mattoncini rossi con i nomi dei fedeli, salgo e BADABAN….tachicardia, mi manca il respiro, mi gira la testa e vedo un po’ nero…ecco che la vita si riaffaccia alla ragione e le dice “uè, ma ti rendi conto che non dormi la notte per il caldo e le sole calorie che hai ingerito nelle ultime 24h sono quelle della granita al caffè? ma pensi di campare di liquidi? lo sai che quando fai camminare il tuo corpo hai bisogno di carboidrati, pirla!”…(la vita nel suo aspetto pratico ha senz’altro l’accento milanese).
nel mentre realizzo che il mio passo da cappuccetto rosso che porta la schiacciata alla nonna nel bosco in realtà era un mezzo raid, avevo anche lo zaino adatto, perchè avevo perso tutta la mattina e volevo vedere e fare il più possibile ma c’era poco tempo….mi guardo intorno, conscia che la pirla suddetta non aveva neanche un granello di zucchero nello zaino e mi domando come la provvidenza, questa volta, mi sarebbe venuta incontro, visto anche che non c’era un cane in vista. sarebbe uscito qualcuno dal seminario o da quelle belle case con un succo ipervitaminico e una brioche per me? improbabile.
più facile alzare gli occhi e notare fra alberi e piante i sacrosanti rovi che d’agosto bene o male recano qualche frutto, non arraffato ancora dagli altri passanti, piccolo ma essenziale ed efficace alla bisogna: me ne nutro avida.
fra il recupero di quei due o tre punti di glicemia e un altro paio di pause sotto un po’ d’ombra riesco a salire in cima al sentiero e sono in due passi alla porta qualcosa, dove intercetto un bar e mi avvento sulla frutta, che mi fanno pagare 1€ al pezzo…tristessa…, la strada mi porta a san pietro, dove mi nutro appropriatamente, mi continuo a idratare e alla fine entro, guardo l’ora son già le 16 passate…di corsa, tutto di corsa….
che bel freschino c’è dentro, mi cerco di concentrare un attimo in preghiera ma la mia capacità è ridotta ai minimi termini e già ci son turisti ridacchianti che entrano, cappella laterale due minuti e via verso san francesco.
san francesco scene di turismo al limite di prendere il microfono e urlare “tutti fuori, ora bastaaa!” ma mi sono trattenuta, neanche giù alla tomba son riuscita a concentrarmi più di due minuti ma tanto fa.
poi ho raggiunto santa chiara, non nel senso dell’estasi da calura, nel senso della chiesa, fonte fresca accanto a norcino molto cortese, ragazzo barbuto della comunità filofascista, e rivia a prendere il biglietto dell’autobus per arrivare alla stazione nei tempi giusti.
sono molto rigida ultimamente, molto sul chi-va-là, molto toccata e fuga anche nelle cose importanti, o soprattutto in quelle.
distacco, separazione, cernita, lontananza, scelta, rinnovo, cambiamento del punto di vista, rielaborazione di un passato fatto di risate vere perchè risate d’amore, e oggi? e oggi che rimane? dove ho messo a tacere quel riso?
mi ripeterò: nescio et excrucior





globalvillage

13 08 2008

sul 30 apprendo che in qualche lingua bantu (?) ci sono termini curiosi che graficamente io renderei, secondo l’italico idioma, GNAGNA e PIRIPi’.
nell’enfasi del parlante (peccato la prosodia decisamente monotona perchè i suoni sono davvero bellissimi!!) giurerei di aver colto anche qualche MACCHE’!! a cui avrei risposto prontamente “obbravo, dìgnene!!” ma vista la veemenza della discussione e l’altezza x ampiezza del fisicaccio degli interlocutori, mi son stata zittina da una parte.
ora, dato un viaggo in autobus di 20′, trovare quanta gnagna e quanti piripì dovrei aver contato.

p.s. a parte gli scherzi, se qualche linguista esperto di lingue bantu mi sa illuminare su un discorso tipo “uanchafenaa, ne mahuiè, wa, ma gnagna wa, macchè!! umanarighi ua piripì, ngare la bane gnagna iutà malè piripì, eh!” gli/le sarei davvero grata (avverbi? sostantivi??)