le celle festival di musica sacra a cortona

21 06 2008

ecco io sono a casina a recuperarmi dalla botta di caldo subìta negli ultimi due giorni e ho bidonato alla grande il mio amato cantus anthimi perchè el cuerpo no me da…chusmeando su internet sono capitata sulla pagina aggiornata dell’eremo “le celle”, monastero di cappuccini francescani a cortona dove dovremo cantare il 5 luglio.
il programma del festival di musica sacra è molto bello, leggi il mattutino delle ore 01:30 presso le clarisse incastrato nel mezzo fra la misa criolla di ramirez e il concerto gospel.
vario e di qualità, sono proprio contenta, quasi quasi mi trattengo anche la notte del 5.
ah, fra parentesi, cantus anthimi, che proprio internazionale non è veramente, canta alle 17 e alle 18 per i vespri nella chiesa di san francesco.
eppoi c’è pamela villoresi…chi mi trattiene dall’andare lì e dirle: “io ti ho vista sul dvd di leboyer!! ho visto il tuo parto, il tuo sa-pa-sa, c’ero e respiravo con te, cantavo con te…brava!!!” lo so che chi legge mi prende per deficiente ma lei e chi ha visto il film capiscono cosa intendo!

Annunci




care ostriche,

5 12 2007

sono contenta che il nome che la mia mente travisa sia diventato abbastanza di moda, spero solo pero’ che non contenga il germe del significato che le vostre colleghe professioniste rispecchiano un po’ (sono spesso chiuse alla collaborazione e difficilmente fanno entrare nel loro territorio).
fiduciosa in un futuro di brillanti collaborazioni interdisciplinari con le giovani future professioniste, certa che i costanti approfondimenti delle conoscenze parallele al lato medicale di gravidanza e puerperio vi conducano ad ampliare le possibilita’ della vostra professione e del concetto di benessere in gravidanza, vi butto li’ una nient’affatto velata proposta di futura collaborazione, magari conoscendoci meglio nel tempo, per organizzare i corsi preparto.
ho finito domenica 2 il mio corso di specializzazione di “musicoterapia per gestanti e primissima infanzia” e ne sono uscita con moltissime idee ben confuse ma con la certezza che si puo’ e si deve fare tanto, tantissimo, per poter far entrare la musica e il sonoro nella coscienza della coppia parentale affinche’ il feto, la madre e la coppia stessa possano trarne immensi benefici che si protraggono nel tempo. inoltre amo l’idea del riportarsi quanto piu’ possibile verso il parto naturale e il riappropriarsi, quando la salute lo permette, dell’animalita’ e della presa di decisioni della partoriente, cosa che mette in risalto anche la professionalita’ di una buona ostetrica. niente a che fare con idee new age, sia chiaro. nei miei interessi c’e’ un pezzettino di cuore riservato ai futuri padri che rivelano spesso dolcissime sorprese, vanno messi un po’ piu’ in risalto!
vi lancio qui per ora solo una listina di libri, non legati alla musicoterapia, che mi sono piaciuti e serviti, anche se so che siete iperimpegnate con lo studio, mi fa piacere diffonderli.
gli autori sono medici e/o psicologi:
primo su tutti
frederick leboyer – “per una nascita senza violenza”-il parto dal punto di vista del bambino- tascabili bompiani
stesso autore i dvd “nascere e shantala” e “il rito della nascita” ediz. red
alfred a. tomatis – “dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano”, per voi meglio “la notte uterina” se lo riuscite a trovare, io non ce l’ho :O(
p.manfredi e a.imbasciati– “il feto ci ascolta… e impara” ed. borla
michel odent -“ecologia della nascita”-una via antica e nuova al parto naturale ed.red
david chamberlain -“i bambini ricordano la nascita” ed. bonomi

ovviamente non sono bibbie e tutto e’ discutibile ma spero vi tornino utili prima o poi.
saluti.





regalare pensieri

2 12 2007

sono cinica.
sono scettica,sono critica, pratica, sono senza tanti filtri,diretta, controllata, abbastanza allergica alle cose tipo scout e alle traduzioni.
non proprio diplomatica e la forma non la so rispettare.
sara’ stato quello squarcio, alla mia sinistra, in una nuvola enorme grigissima che lasciava schiantare il sole sulla faccia del mare, calmo e bluissimo, come un ceffone ben piazzato.
sara’ stata la sorpresa di quell’alternanza, alla mia destra, di luce sfacciata, calda, sulla veloce sequenza palma-palma-pino marittimo-arancio-buganvillea- paesino coloratissimo arroccato-palma-pino marittimo-pitosfero-olenandro-palma-stazione.
forse e’ stata la semplice tempesta neurobiochimica dei giorni dell’ovulazione.
non piango molto.
sono atlante, volente o nolente, che regge il suo e l’altrui mondo sulle spalle.
e’ difficile piangere a singhiozzi con una allegra famigliola accanto che sghignazza in cingalese fitto fitto.
oggi e’ successo che avrei voluto piangere a singhiozzi e trattenerli sul treno non e’ stato facile.
una persona che ho visto in tutto tre volte e con cui ho condiviso un’esperienza che oggi e’ volta al suo termine, mi ha regalato, ci ha regalato, un fogliolino, arrotolato con un pezzetto di decorazione rossa chiuso da una renna, rossa, attaccata a una piccola molletta di legno.
vorrei solo scriverlo per entrarci dentro ed esorcizzarlo e facendolo, vi regalo questo pensiero che e’ stato regalato a me.
lo condivido con voi sapendo che per ognuno avra’ qualcosa da dire.

gli incontri della vita
le persone vengono nella tua vita per una ragione,
per una stagione o per tutta la vita.

quando saprai perche’, saprai cosa fare con quella persona.

quando qualcuno e’ nella tua vita per una ragione, di solito e’
per soddisfare un bisogno che hai espresso.
sono venuti per assisterti attraverso una difficolta’, per darti consigli e supporto.
per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente.
possono sembrare come un dono del cielo e lo sono.
loro sono li’ per il motivo per cui tu hai bisogno che ci siano.
quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o in un momento meno opportuno,
questa persona dira’ o fara’ qualcosa per portare la relazione a un fine.
qualche volta loro muoiono.
qualche volta se ne vanno.
qualche volta si comportano male e ti costringono a prendere una decisione.
cio’ che dobbiamo capire e’ che il nostro bisogno e’ stato soddisfatto,
il nostro desiderio realizzato, il loro lavoro finito.
la tua preghiera ha avuto una risposta e ora e’ il momento di andare avanti.

alcune persone vengono nella nostra vita per una stagione, perche’ e’ arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare.
loro ti portano una esperienza di pace o ti fanno ridere.
possono insegnarti qualcosa che non hai mai fatto.
di solito ti danno un’incredibile quantita’di gioia.
credici, e’ vero.
ma solo per una stagione!

le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere delle solide fondamenta emotive.
il tuo lavoro e’ accettare la lezione, amare la persona e usare cio’ che hai imparato in tutte le altre relazioni e aree della tua vita.
si dice che l’amore e’ cieco
ma l’amicizia e’ chiaroveggente.

grazie per essere una parte della mia vita,
che sia per una ragione,
una stagione
o tutta la vita.





specializzazione?!

30 11 2007

dovrei sfruttare questo tempo di scrittura, invece che per scrivere un post, per scrivere tutta la relazione sul corso di genova che finalmente domani e domenica arriva a conclusione.
sono restia da morire, come se mi avessero attaccato quella mancanza di generosita’ e di apertura che hanno manifestato finora a. e f. nel non farci fare nulla di pratico e di concreto ma dandoci un monte di materiale da leggere e rielaborare come fosse tutta teoria, senza vedere una pancia, una mamma o un nano in carne ed ossa. hanno voluto raccogliere senza seminare, pensavo che la generazione spontanea fosse ormai sorpassata….e pensare che quando fb e’ venuta con ab, tutte gongolanti non vedevamo l’ora di mettere in pratica qualcosa sulla bimba, f era restia a dedicare tempo alla cosa; ma se non ora quando? e pensare che e’ nata con benenzon che ha per motto aquì y ahora….mah, atteggiamenti incomprensibili e comunque nulla mi toglie dalla testa che da quel corso abbiano voluto trarre doppio vantaggio economico e professionale, sfruttando gente, specie al biennio scorso, che la sapeva lunga e aveva idee da proporre in modo progettuale che ha dato a loro tanto materiale da riutilizzare nelle loro stesse sedute.
vediamo se mi metto a scrivere almeno una critica sensata da portare, via…





che ne pensano le mie amiche ostetriche?

22 10 2007
Parto: quarantenni italiane costrette al cesareo

Sanihelp.it – Costrette a far nascere il loro bambino con il parto cesareo a causa dell’età. Sono le donne quarantenni in stato interessante, che fino ad oggi si pensava scegliessero volutamente l’alternativa chirurgica al parto naturale. Invece, secondo una nuova indagine della Sidip (Società Italiana di Diagnosi Prenatale), la scelta del cesareo è dettata da necessità mediche, e non, come si temeva, dal consiglio non troppo disinteressato dei sanitari.
I dati della ricerca, effettuata proprio per comprendere le motivazioni dell’aumentato ricorso al parto operativo nelle donne attempate, hanno insomma messo in evidenza che queste ultime fanno più frequentemente ricorso al taglio cesareo perché correrebbero molti rischi a partorire naturalmente.
Secondo la Sidip, in Italia oltre il 60% delle pazienti quarantenni incinte osservate ha fatto ricorso al taglio cesareo.
«Ma questo incremento non è dipeso dalla scelta della donna – spiega Claudio Giorlandino, Presidente della Sidip – né da un orientamento vagamente ed ingiustificatamente protettivo verso quella che, in una donna attempata, è considerata una gravidanza preziosa, bensì da una serie di motivazioni assolute derivanti da problematiche cliniche che possono giustificare ampiamente il ricorso al parto operativo».
Nelle donne quarantenni monitorate si è registrato un aumento dell’ipertensione, del diabete e del sovrappeso.
Le primipare attempate, anche se all’inizio della gravidanza non vengono considerate ad alto rischio, nel corso della gestazione vanno incontro ad una serie di complicanze che potrebbero creare problemi al momento del parto naturale. Per questo, il rischio di partorire con un taglio cesareo è di oltre 5 volte maggiore rispetto a quello delle pluripare della stessa età.
Di particolare interesse è il dato emerso secondo il quale il cesareo è il tipo di parto preferito soprattutto nei casi di gravidanza ottenuta con fecondazione assistita, spesso gemellari, con maggiori probabilità di complicazioni quali il malposizionamento della placenta e minacce di aborto o di parto pretermine.
«Le donne più anziane inoltre – continua Giorlandino – tendono ad avere, al parto naturale, alcune problematiche specifiche come il travaglio più prolungato che può durare anche oltre 20 ore o distocie del parto con maggiore possibilità di applicazione di forcipe e ventosa».
di Silvia Nava