storia di una insofferenza al gel

29 02 2008

non havea febo ancora recato al mondo il dì ch’una donzella fuora del proprio albergo uscì, sul pallidetto volto scorgea se il suo dolor
spesso gli venia sciolto un gran sospir dal cor si calpestando fiori errava hor qua hor là
i suoi perduti amori così piangendo va.

“Amor” -dicea,
“Amor” -il ciel mirando il piè fermò
“Amor, dove, dov’è la fe’ ch’el traditor giurò” -miserella
“fa che ritorni il mio amor com’ei pur fu, o tu m’ancidi ch’io non mi tormenti più” -miserella
“non mi tormenti” -miserella, ah, più no, no, tanto gel soffrir non può
“non mi tormenti più no, non vo’ più ch’ei sospiri se non lontan lontan da me” -ah, miserella
“no, no che i martiri più non dirammi, non dirammi affé” -miserella ah, più, no, no
“perché di lui mi struggo” -miserella
“tutto orgoglioso sta” -miserella, ah, più, no
“che si che si se’l fuggo ancor, ancor mi pregherà” -ah, miserella, tanto gel soffrir non può
“se ciglio ha più sereno colei, colei, colei, ch’el mio non è, già non rinchiude in seno Amor sì bella fé, sì bella, sì bella fé” -miserella ah più no,no, tanto gel soffrir non può
“né mai si dolci baci, mai, mai, mai, mai” -miserella
“da quella bocca havrai” -miserella
“né più soavi <ah, taci> taci, taci, taci che troppo il sa” -miserella

si tra sdegnosi pianti spargea le voci al ciel
così ne’ cori amanti mesce Amor fiamma e gel

lamento della ninfa, claudio monteverdi (1567-1643)

si fa per scherzare full-monty, eh, maestro lei lo sa che questo e’ uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, eh?!

fra i miei video, il brano suonato e cantato benino, nel box, lo spartito.





28 02 2008

bene, stasera non ho proprio combinato un accidente: ho cambiato idea sulla giuria di sanremo e mi sono data malata MENTENDO per poter andare a trovare un’amica che non sono andata a trovare per poter rintracciare telefonicamente lo psichiatra, che non ho trovato, nel frattempo sembra che lui voglia sentire me quindi lo cerchero’ negli altri presidi per capire un po’ quello che pensa di fare con la certificazione e la terapia….che palle!!!!

faro’ nottata, mi faccio una litrata di yerba drippata nella caffettiera americana e finisco il programma di anatomia….forse (a questo punto ogni programma salta…) vediamo se almeno faccio una lavatrice.





fuori dalla pelle

28 02 2008

amici senza pelle
sorrisi intensi di occhi veri
occhi che attendono risposte
voci che parlano con bocche che non vogliono dire
amici grigi e colorati
algidi e caldi
me li vorrei abbracciare
pelle a pelle
coccolare senza timore di toccarli
di inquinare il loro tremore di stelle che pulsano
di mischiare le mie vibrazioni lente
lunghe e costanti
con le loro
interrotte
brevi
in cerca
come se non si sentissero degni di comunicare amore
forse non sanno che canale potente sono
per l’amore stesso
vorrei caldi manti per riscaldare la loro nudita’
di fronte al mondo
ostile punto di domanda
che li ospita ignaro
della loro nobilta’





il marzo di romena

27 02 2008

ancora non ho scritto una parola su quello che mi ha lasciato la veglia del 6 febbraio ma voglio scrivere due parole lo stesso su romena: lascio qui il calendario di marzo, con numerosi incontri e veglie a sud e a roma, ricordando che per pasqua ci sara’ la consueta festa di primavera, alla pieve. il nuovo calendario, che segue piu’ o meno l’anno liturgico credo, verra’ distribuito a partire da pasqua

venerdì 29 febbraio-2 marzo

corso a tema: “Profeti e Gesù”

“Guarigione e malattia”

Veglia di Romena:

lunedì 3 marzo ore 21

Casa ecumenica don Dino Dallaia

San Severo (Foggia)

martedì 4 marzo ore 20.30

chiesa di San Marcello – BARI

mercoledì 5 marzo ore 20.30

chiesa S.Antonio ai Cappuccini

Martina Franca (Taranto)

giovedì 6 marzo ore 20.30

comunità S.Maria delle Grazie

Rossano Calabro

venerdì 7-8-9 marzo

primo corso

Veglia di Romena

martedì 11 marzo ore 21

Piccole Sorelle via Acque

Salvie-Tre Fontane EUR-ROMA

mercoledì 12 marzo ore 21

santuario Madonna della Rocca

Fondi – Gaeta

venerdì 14-15-16 marzo

secondo corso

domenica 16 marzo

incontro gruppo Naìn

preparazione alla Pasqua

sabato 22 marzo ore 22.30

Messa di Pasqua

domenica 23-lunedì 24 marzo

Festa della Fraternità

venerdì 28-29-30 marzo

“Il cammino dell’uomo”

corso a tema

quest’ultimo incontro e’ a cura di wolfang fasser e gianni marmorini, due creature meravigliose che si occupano di romena e tratta dello splendido libro di buber.





il ritorno di giove

24 02 2008

nettuno e giove la fanno da padrone.

dodici anni fa, a marzo ovviamente, nascevano il cesb, la mia associazione di volontariato per la sordita’ e il biliguismo, e il coro universitario di firenze, che io avrei abbracciato sei mesi dopo e avrebbe preso la temuta forma associativa qualche anno dopo.

stasera i cicli e ricicli, se non corsi e ricorsi, storici della pescinita’ si manifestano con il commento di francesca sul blog di simone, da due, sparuti, che eravamo, si sembra ora davvero in tre.

in tre per fare icche’? per fare, essere, agire la comunita’.

parlare degli embrioni e’ difficile, non si vede nulla, ma tutti i geni si stanno gia’ manifestando, snocciolando volta volta, tutto quello che portano in grembo. chi e’ francesca? non lo so, ha solo chiesto di essere contattata, e tanto fa. c’e’, francesca, ci sono io e c’e’ simone. questo basta. l’importante e’ esserci.

le poderose manifestazioni nettuniane in periodo pescino e il ritorno storico di giove, ora che ci penso un ciclo intero, un tempo mi sgomentavano: tutta l’empatia, stare come stanno gli altri,  il pensare le stesse cose delle “mie” persone, il fare le stesse cose, la serendipity come dicono per twitter, mi spaventava semplicemente, perche’ non sapevo come collocarla. ora non me lo chiedo piu’, e’ periodo fecondo di idee e di ideali, di scelta di chi c’e’ e di chi non c’e’ nella tua vita, e’ la quadratura del cerchio per un nuovo inizio.

non guardo piu’ i transiti da cinque o piu’ anni ormai, per scelta, ma la vita parla chiaro da se’: e’ tempo di associarsi, di unirsi, di scegliersi per coloro che hanno ideali in comune. una nuova strada ha iniziato ad essere battuta ed e’ la confuenza di piu’ cammini.

(l’ambiente di wordpress ha qualcosa di austero che mi impedisce di volare con le idee e con l’espressione, anche il fatto che i post li chiami articoli mi inibisce un po’, scrivo decisamente peggio, non voglio mica fare un giornale o un libro, devo essere me stessa e mi sento leggermente impedita…)





sanremo

24 02 2008

sono italiana.

devo accettare questo fatto. c’e’ qualcosa in me che spinge a fare le cose da italiana, all’italiana, per gli italiani.

non lo avrei mai sospettato.

anche quest’anno telefonata dell’agenzia che si occupa di procurare persone per la giuria demoscopica. quest’anno meno cortese, piu’ sfavata e piu’ cialtrona del giovane che l’anno scorso mi ha preso fra l’uscio e il muro non dichiarando che cercava persone per la giuria di sanremo e mi ha fatto dire di sì senza quasi rendermene conto. quella di quest’anno:

lei fa musica pop amatorialmente?  – ne faccio ma di altri tipi-    -scrive: fa musica pop

quanti cd o dvd di musica ha comprato nell’ultimo anno?   -due-     -dice: facciamo tre o quattro.

e’ andata almeno a un concerto nell’ultimo anno?   -ne ho fatti decine e ne ho sentiti una decina, ma musica antica, gospel o opera-            -scrive: ha visto molti concerti di musica pop

le piacerebbe partecipare alla giuria del celebre festival di musica italiana la sera tale nel posto tale, dalle 18 a fine serata con un “buffet” in pausa?

io:-ma, veramente non saprei….- nella mia mente passano le serate in saloncino alla pergola, le prove delle opere a boboli, i carmina burana dentro san galgano, i concerti con i jubilee, le prove del fu quintetto, ottetto, trio,  il corone universitario, i corsi di musica medievale a urbino, il careggi in musica a cui arrivai con le lastre dell’incidente fra i denti e a cui cantai lo stesso,  i concerti e le prove con i cantus anthimi in santa giustina a padova…no, via…io che c’entro, non mi interessa la musica pop, ne sento poca, ne conosco ancora meno, rubo la possibilita’ a qualche fissato di sanremo che magari mi sgozzerebbe per essere li’ al mio posto?  dico: -sì, va bene via.-

ma come “sì va bene, via” ?! non hai la tv da quasi due anni, non senti la radio,  non ti e’ bastata l’esperienza dell’anno scorso? con due crostini rinsecchiti per cena, il caffe’ volatilizzato dalle cavallette che mi avevano preceduto, le ore di attesa fra sconosciuti gasati per la situazione, l’attacco di quella che ti ha chiaramente fatto capire che se non ci volevi stare potevi lasciare il posto a uno che se ne intende, come lei? non ti era bastato l’anno scorso dove prima della fine della penultima battuta dovevi aver gia’ votato perche’ ti sequestravano la scheda dalle mani e col cavolo che potevi riflettere un attimo su cosa pensavi della canzone appena sentita?

ma vuoi mettere: dare un 2 ad albano e un 10 a  “pensa”, la canzone sulla mafia…..non sono soddisfazioni che tutti si possono togliere, e il tuo voto vale! vale sul serio. se mi lamento che sanremo non mi interessa e che forse mi fa anche un po’ pena mi sono detta:via quest’aria snob e cogli  la possibilita’ di contribuire con la differenza che il mio gusto, diverso, puo’ fare, disomologare la tipologia di pubblico,  creare variabilita’ e’ una chance che chi ama la musica magari deve, alla musica stessa.

e allora ci vado e ne chiacchierero’ lamentosamente per un po’, come ho fatto anno e come faranno tutti quelli gasati o meno, che hanno la possibilita’ di fare qualcosa per questa nazione, per il popolo, per la patria!!!!

(non sto a spiegare l’ironia della frase precedente, chi mi conosce sa…)





cambiare una lampadina

23 02 2008

devo assolutamente ripostare questo post di giorgia che traduce da wolf trap opera:

Come viene affrontata la necessità di dover cambiare una lampadina in una compagnia d’opera?

Soprano:

Io NON cambio lampadine – nel mio contratto non è menzionato che io debba cambiare lampadine. Non ho steccato durante la fioritura, vero?

Mezzosoprano:

Eh, certo, come no, tanto indosso i pantaloni e sono già arrampicata a metà di una scala a pioli…

Variante: quanti mezzosoprano ci vogliono per cambiare una lampadina? Due: uno per cambiare la lampadina, e uno per lamentarsi che è “troppo alto”.


Contralto:

Ma insomma, che è tutto ’sto bailamme? Datemi qua, ci penso io.

Controtenore:

Che razza di domanda è questa? Certo che so come si fa a cambiare una lampadina! E che, pensate che siccome canto due ottave sopra il registro della maggiorparte degli uomini io non sappia fare quello che sanno fare gli altri uomini? E’ quello il punto, eh?

Tenore:

Plácido Domingo può illuminare il soffitto dorato del Met con la sua voce soltanto, compensando qualsiasi carenza di luce. Credete io non sappia fare altrettanto?

Variante: quanti tenori ci vogliono per cambiare una lampadina? Solo uno: tiene in mano la lampadina e aspetta che il mondo gli giri intorno.

(questa io la sapevo riferita al soprano, ma vabbè, tra tenore e soprano l’ego il concetto non cambia.)

Baritono:

Certo che posso. Facile. Con una mano legata dietro la schiena. Mentre faccio il giocoliere con altre tre lampadine con la summenzionata mano.

Basso:

Oh, perché no, tanto prima della mia entrata c’è comunque da aspettare un’ora e mezza…

Attrezzista:

Eh, non posso. Mi dispiace. Sto già trasportando quattro cantinelle, due pezzi di scenografia, una sedia, un mantello e un’incensiera. Però aspetta, forse ce la faccio a prenderla con i denti…

Direttore d’orchestra:

OK, ma potete spegnerla durante l’esecuzione? Il timpanista si è lamentato del bagliore.

Direttore di scena:

Io li inquadro nella luce, ma se loro non sanno trovare la propria luce dovrebbero cambiare mestiere.

Costumista:

Certo che posso aiutare! Possiamo aggiungerci qualche lastra gel rosa? Fa risaltare il dorato nei costumi del protagonisti nel terzo atto… Oh, e perché non aggiungiamo un filtro liquido per la scena 4 del secondo atto?

Truccatore:

NO! Non potete cambiare le luci! Ho già scelto tutti i toni del trucco!

Tecnico delle luci:

Non toccate le mie luci! Lo faccio io!

Scenografo:

Non ci pensate proprio. Il tecnico delle luci mi ucciderebbe.

Maestro del coro:

Diteci dov’è che ci sarà la luce e state sicuri che ne staremo ben lontani.

Assistente del direttore di scena:

Devo sapere come questo cambio influenzerà ogni personaggio in ogni scena e passaggio, e devo scriverlo sulla mia partitura, a matita. Qualcuno ha un’altra tonnellata di post-it?

Capo-attrezzista:

Non me ne frega niente. Non toccate il mio banco.

Dipartimento prove:

Fate come vi pare, ma che sia tutto definitivo per oggi pomeriggio alle 5!!!

Direttore tecnico:

OK, andate a prendere le lampadine e portatele qui. Voi due: prendete la scala. Bene. Adesso mettete la scala qui. No! Ho detto QUI! Tu, sai salire su una scala? No? OK, chi sa salire su una scala, qui? Bene. Hai la cintura di sicurezza, hai i guanti… bene. Allora, prendi questa e sali qui. Così. NO! COSI’! Senti, dammi qua. Allora, ora guarda: sali così… arrivi qui… sviti questa… avviti quest’altra… capito? Bene. La prossima volta lo fai tu.

Drammaturgo:

Certo, ma prima esaminerò il manoscritto per determinare come sia stato effettuato il cambio in occasione della prima mondiale dell’opera, poi devo lavorare su come rendere interessante il simbolismo del cambio della lampadina per il pubblico contemporaneo.

Gruppo degli ecologisti:

La cambiamo subito con una a basso consumo! Evviva! Sbarazziamoci di quella monnézza a incandescenza!

Direttore generale:

Va bene, lo faccio io. Ma cerchiamo di mantenere la riservatezza. Non l’avrete mica già detto al tenore, eh?

Ufficio comunicazione e marketing:

Lo staff creativo del nostro ufficio stampa sta per diramare un comunicato sulla faccenda della lampadina alle ore 16 del 17 febbraio 2008. ATTENZIONE: tutti i cambiamenti effettuati dopo questa scadenza saranno ignorati.

Fund-raiser:

Possiamo aspettare un altro po’ prima di cambiare la lampadina? Se dimostriamo che è una faccenda di primaria importanza per il nostro operato magari riusciamo a mobilitare qualche sponsor.

Direzione:

Il comitato esecutivo della Presidenza, in intesa con la direzione, formerà un comitato per discutere la grandezza, i watt, il costo ed altre varie ed eventuali riguardanti l’argomento in oggetto (cioè la lampadina). Verrà organizzata una taskforce per indagare sull’effettiva possibilità di brandizzare (sic.) la medesima e/o farsi sponsorizzare da produttori di lampadine eccetera. Il comitato si riunirà regolarmente, con alta frequenza, e non sarà autorizzato a discutere le deliberazioni del medesimo al di fuori delle riunioni di cui sopra. Si consiglia l’uso di PowerPoint per illustrare le informazioni acquisite, nonché l’ausilio di grafici Excel per argomentarle. Potrebbe rendersi necessario ricorrere a consulenti esterni per ottimizzare la scelta dei fornitori e i tempi di consegna. Saranno richiesti studi di fattibilità nonché visite in situ ad altre organizzazioni che hanno cambiato una lampadina con successo. Il costo dei consulenti esterni e degli studi di fattibilità saranno soggetti a specifica approvazione. Confidiamo di ottenere così un piano di massima che indirizzi a una pianificazione definitiva della modalità di cambio della lampadina entro sei mesi, momento in cui verrà organizzato un convegno con sponsor e soci benefattori per discutere ulteriormente il progetto pro-lampadina denominato “Piano per un Futuro Più Luminoso”. Segue a breve comunicato stampa.

sito di giorgia:

http://operabouffe.wordpress.com/2008/02/17/giuseppe-filianoti-can-light-up-la-scala-with-a-high-c-alone/l’originale su:

http://wolftrapopera.blogspot.com/2008/02/how-does-opera-company-change-its-light.html