coming out

13 10 2008

tornata a casa da una giornata di lavoro/riunione/lezioni infinita ho trovato conforto in un pezzo di schiacciata che ha fatto da pranzo/merenda e cena ma soprattutto mi ha dato una sferzata di energia trovare nella posta questo:

oggetto: messaggione

Salve a tutti, vi volevo informare di una cosa per me molto importante, dopo un anno di psicofarmaci tre di psicoterapia cinque di lunghe e sofferte riflessioni ho deciso di denunciare la mia omosessualità a tutto il mondo e ai miei (appena fatto con conseguenze direi normali), all’inizio si pensava fosse dovuto a cattive esperienze adolescenziali, ma quelle hanno solo determinato più confusione che altro, sono proprio finocchio in tutto e per tutto!!
Detto ciò mi scuso con gli amici più stretti con cui avrei dovuto parlare faccia a faccia, ma volevo evitare l’effetto passaparola con cui non sarei riuscito a capire se la persona che mi sta davanti sa o non sa, così sapete tutti e tutti sapete che tutti sanno (“proffe” scusi il gioco di parole).
Non occorre rispondiate alla mail e non è una catena di sant’antonio quindi se non inoltrate la mail a quanti più amici possibile non sarete colpiti dal terribile morbo dell’omosessualità.

ora, non ho indagato, tanto il mio entusiasmo, su in che cosa consista la “normalità” delle conseguenze che il mio amico cita a proposito del coming out con i suoi ma mentre leggevo la lunga lista di indirizzi in copia, nella mente ho sentito un allegro coro entusiasta di anch’io! anch’io! anch’io! anch’io! e mi è venuto subito da festeggiare perchè scavare dentro è già tanto faticoso ma avere il coraggio di condividere con gli amici, più o meno intimi, in maniera così eclatante merita molto rispetto e sono stata molto lieta di condividere questa gioia con l’amico X.

so che alcuni ambienti sono più favorevoli di altri per vivere la propria omosessualità ma vorrei che tutti i ragazzi e le ragazze o roba simile lgbt potessero godere di questa libertà prima o poi senza paura, senza rimorso, senza vergogna di essere se stessi.





27 08 2008

quela è visibilmente peggiorata nell’ultimo mese, gli sproloqui, le ossessioni, le percezioni sbagliate della realtà, del caldo, del freddo, degli odori, di cosa pensa di cui io abbia bisogno, che la fanno cullare nelle nuove fole di volersi sentire un po’ madre, quando sembra riflettere sui suoi errori passati, sono arrivate a un livello molto faticoso da sopportare e quando io sono l’obbiettivo delle sue manie mi snerva oltremodo, so, ed è l’unica certezza che mi fa continuare a tollerare le offese, le balle e la mancanza di rispetto, che è la patologia che la fa agire e verbalizzare nelle direzioni illogiche che la sua mente prende.
sapere della morte, dolorosa, di v. le ha dato una bella batosta e sta dormendo molto in questi giorni, dice di aver male ai reni, se solo sentissero i medici di cosa si nutre e che liquidi ingerisce….
mi fa male vederla così, sentirla partire in quarta nelle elucubrazioni folli e sono quasi contenta di essere così arrabbiata con lei e con mio padre da non essere troppo in empatia con quel dolore perchè so che se solo un minimo cedo, come sarebbe mia natura, io non farò altro che imitare il suo sonno diurno, la sua inerzia, come fosse una richiesta d’aiuto a chicchessia, vacua, gettata al vento.
domattina prima di arrivare a lucca chiamerò lo psycho per sentire che conclusioni ha tratto e che ne posso trarre io, visto che sembra che abbiano concluso.
il fatto che non ci sia una certificazione mi fa avere le mani legate da un punto di vista sia pratico che emotivo, che posso fare? dov’è il confine di quello che devo e posso fare per lei e dove sta la sua indipendenza? molte conclusioni che traggo per poter prendere la mia vita in mano, la mia casa, le mie relazioni e le mie attività, sfociano nella conseguenza logica di portare in tribunale mio padre, cosa che in realtà non voglio fare ma mi sembra che ogni giorno che passa in questa situazione mi venga richiesto a gran voce, e chi s’è visto s’è visto.
a metà settembre riprende un tran tran frenetico, feroce, di lavoro, tirocinio, lezioni, studio e non so come potrò far coincidere energie e orari.
basta un giorno, un solo giorno che il mio corpo e la mia mente imitino la sua patologia nel dormire per esempio, che sono fottuta: licenziata.
combatterò perchè questo non accada ma le mie risorse sono ridotte a un lumicino in certi periodi.
che la provvidenza mi sostenga e lo spirito mi illumini sul da farsi, sia fatta la tua volontà.





psycho 1

24 01 2008

zitti zitti….sono riuscita dopo l’ennesima scenata a far prendere a mia madre un appuntamento dallo psichiatra, davanti ai miei occhi! e per oggi pomeriggio stesso!!!

vediamo come va a finire

dammi le lingue per favore…