ecco la primavera

23 03 2008

che il cor fa rallegrare….
alla faccia della primavera: questo tempo assurdo che ha accolto la nuova stagione, dopo il mio amico equinozio dirimpettaio, mi fa proprio venire in mente i campi in fiore e il sole tiepido che accompagna le allegre passeggiate bucoliche, con il contrappunto degli sternuti allergici….
non c’e’ che dire, non male come inizio.

rallegriamoci con francesco landini e la sua ballata a due voci, dal codice squarcialupi (credo di ricordare, ehm…)

Ecco la primavera
che il cor fa rallegrare
temp’è d’annamorare
e star con lieta cera.

No’ vegiam l’aria e ‘l tempo
che pur chiam’allegressa.
In questo vago tempo
ogni cosa è vaghessa.

L’erbe con gran freschessa
ed i fior coprono i prati
e gli albori adornati
son in simil manera.

Ecco la primavera
che il cor fa rallegrare
temp’è d’annamorare
e star con lieta cera.

su cpdl lo spartito, quando riesco a ritrovare l’mp3 nei meandri di itunes lo metto nel box….





mattoni: per costruire e da tirare

22 03 2008

serata di confidenza fra noi “tre fratelli di comunita’ ” davanti a una pizza strariempiente e caos di gente che parla, la radio, bambini che urlano perche’ e’ il modus comunicandi in casa e a scuola e ovviamente nessuno ne fa una critica, preparandoli piu’ che per il mondo, per il tifo allo stadio.
comunque ho parlato, abbiamo parlato, tempo di qualita’ tre orette scarse, ma di qualita’, e finalmente mi lascio un po’ andare senza frustrazione del voler dire ma di non sapere se e’ il caso di dire, per non gettar perle ai porci, per non esporti, perche’ i ragazzi di vent’anni bestemmiano di continuo e ridono se in una chiesa la sera di giovedi’ santo il prete e’ ancora sveglio e siamo li’ di fronte e senti cantare….perche’ ci si puo’ divertire solo con la droga, oppure peggio: i miei coetanei che si vedono solo perche’ da soli non ci sanno stare, perche’ si annoiano, che non sanno metter da parte se stessi neanche per una sera, neanche davanti a qualcuno che soffre.
stasera ci siamo visti con il desiderio di vederci, di “sentirci”, di parlare, di conoscerci, per creare qualcosa, per costruire, progettare e finalmente poter nominare “il boss”, Dio, chiamandolo per nome senza esser guardati strano, senza domandarsi se magari sei fuori luogo….ma che si fottano tutti!
stasera e’ stata una sera nostra e non c’e’ bisogno di far parte di un movimento per essere cristiani in lotta, basta essere.
e’ cosi’ difficile poter esprimere il proprio pensiero? i ragazzi di vent’anni usano ancora frocio come l’offesa peggiore. ancora non sanno, i ragazzi di vent’anni, che l’identita’ sessuale e’ un’identita’ appunto, che mi son sentita dire che e’ un’introversione dell’animo, se pur immagine poetica, imboccata da qualche genitore sapiente, da qualche prof di filosofia problematico, e, se prodotta in proprio, forse una maschera di omofobia alla sua propria stessa omosessualita’ che se aspetta dell’altro a farla venir fuori, ci collassa dentro…..
si puo’ parlare di Dio, di psichiatria, di genitori problematici facendosi sopra una sacrosanta risata, dei lutti, del futuro. empatia semplice, automatica.
finalmente si puo’ parlare, fra noi.
grazie ragazzi.
vassappitù cosa il capo abbia in progetto per noi e cosa ne faremo noi del nostro progetto, del mio casolare a elle con le scale a chiocciola (che mi prendete pure per il culo) e tutto il tetto a pannelli fotovoltaici, sì, sulla carta dei miei blocchi a quadretti, c’e’ anche la stalla, c’e’ il laboratorio di falegnameria e di ceramica…c’e’ spazio e tempo per tutto e per tutti e ci siamo noi, davanti al caminetto con i gatti in grembo o a spalare sterco fuori, o forse ci daranno ragazzini in affidamento? e trovero’ un luogo-non luogo per i miei?
e’ tutto da costruire, passo dopo passo, e i primi mattoni si mettono costruendo su noi stessi, come abbiamo cominciato a fare.
grazie ragazzi





che manca?

22 03 2008

ma perche’ e’ cosi’ difficile fare la stessa cosa qui? leggo di sgamo la testimonianza di francesca e il colore della terra, del cielo che descrive io lo conosco bene: argentina, spagna e affini. il cuore li conosce bene quei colori e mi commuovo immediatamente al ricordo come quando la chiarezza e la brillantezza dello spirito risplendono davanti ai miei occhi quando lo incontro in modo diretto, come sul camino o come francesca in tanzania.
perche’ qui no? e’ forse meno bello il cielo nella mia citta’? sono forse io un’altra persona? e’ minore la mia fede? e’ piu’ lontano il signore? sono forse peggiori i fratelli intorno a me? amo la casa, amo le persone che ho intorno, probabilmente piu’ della mia esterofilia, allora perche’ il cielo non e’ sempre piu’ blu come potrebbe essere? che cos’e’ che la routine ruba alle esperienze speciali, che allontana il quotidiano dall’essere speciale?
nescio et excrucior





ronde trois chansons

21 03 2008

e come diceva un mio caro direttore quando si iniziava a cantare una cosa che non si sapeva come sarebbe andata a finire, anzi, che si era sicuri di non conoscere abbastanza per cantarla in pubblico ma ormai eravamo in concerto: “ci rivediamo in fondo” e in fondo a questa credo non ci si sia mai arrivati….troppo difficile per i dilettantissimi ma veramente simpatica, ai limiti della pronunciabilita’ tanto che “la… la, la ,la.. n’allez pas au bois” era diventato ovviamente “la…la, ma, ia… la, di, to, ma, la!” e in risposta “il, bu, de…llo, di, to, pa…pa!” ….ehh quelli si’ che eran giorni….
nel mio box il brano mp3, su cdpl.org lo spartito.

[Les vieilles]
N’allez pas au bois d’Ormonde,
Jeunes filles, n’allez pas au bois:
Il y a plein de satyres, de centaures, de malins sorciers,
Des farfadets et des incubes,
Des ogres, des lutins,
Des faunes, des follets, des lamies,
Diables, diablots, diablotins,
Des chèvre-pieds, des gnomes, des démons,
Des loups-garous, des elfes, des myrmidons,
Des enchanteurs et des mages,
Des stryges, des sylphes, des moines-bourrus,
Des cyclopes, des djinns, gobelins,
Korrigans, nécromants, kobolds …

[Les vieux]
N’allez pas au bois d’Ormonde,
Jeunes garçons, n’allez pas au bois:
Il y a plein de faunesses, de bacchantes et de males fées,
Des satyresses, des ogresses et des babaïagas,
Des centauresses et des diablesses,
Goules sortant du sabbat,
Des farfadettes et des démones,
Des larves, des nymphes, des myrmidones,
Hamadryades, dryades, naïades, ménades, thyades,
Follettes, lémures, gnomides,
Succubes, gorgones, gobelines …
N’allez pas au bois d’Ormonde.

[Filles et garçons]
N’irons plus au bois d’Ormonde,
Hélas! plus jamais n’irons au bois.
Il n’y a plus de satyres, plus de nymphes ni de males fées.
Plus de farfadets, plus d’incubes,
Plus d’ogres, de lutins,
De faunes, de follets, de lamies,
Diables, diablots, diablotins,
De chèvre-pieds, de gnomes, de démons,
De loups-garous, ni d’elfes, de myrmidons,
Plus d’enchanteurs ni de mages, de stryges, de sylphes,
De moines-bourrus, de cyclopes, de djinns,
De diabloteaux, d’éfrits, d’aegypans, de sylvains, gobelins,
Korrigans, nécromans, kobolds …
N’allez pas au bois d’Ormonde,
Les malavisées vieilles,
Les malavisés vieux
Les ont effarouchés. Ah!

ops, dimenticavo di rendere omaggio all’autore nominandolo:

maurice ravel,

per servirvi





s-veglia!!

21 03 2008

mah, ho diverse bozze di post in sospeso che non so quando pubblichero’, forse mi prendo, e le prendo, troppo sul serio, nel frattempo pensiamo a domani sera, visto che c’e’ un nugolo di toscani nei paraggi.
domani andro’ da un pizzaman con i miei due probabili fratelli di comunita’ e dopo mi infiltrero’ a qualche ora alle piagge, certa di trovare una veglia e la conseguente coloratissima messa.
non so che orari ci sono per domani, so solo che ci voglio andare e lo volevo dire, tante volte qualcuno di passaggio fosse della stessa idea o si domandasse dove andare.
ovviamente a natale s’era detto di andare a romena per pasqua ma l’affidabilita’ dei miei amici e’ vicina allo zero….e per altre cose mi sento un po’ cosi’ anch’io a questo punto.





non è tardi

16 03 2008

boh, io chi sia marco conidi proprio non me lo ricordo ma questa canzone fin dal primo ascolto mi e’ arrivata dentro e quando ci ricapito sopra mi fa sempre lo stesso effetto.

ebbravo marco conidi allora!!

(M.Conidi / M. Mastrangelo / M. Conidi)

Chissà che cosa c’è
dopo per noi
forse un Dio dallo sguardo ribelle
che non si pente mai
Forse un Dio che bestemmia ogni tanto
e alza la radio
proprio come noi
come noi.
Chissà che cosa c’è
dopo per noi
un treno verso il centro dell’inferno
o un volo per le Hawaii O solo un’ Harley Davidson rossa
con la coda di fuoco
per continuare il gioco
per correre anche dopo

Io non voglio stare con chi ha umiliato
la mia generazione
con quelli belli e troppo perbene
a cui non so che dire
Con chi è drogato di denaro
con chi ti guarda dalla testa in giù
No
io non voglio stare
No
non voglio starci più

Io voglio stare con chi
ha l’anima mia
con chi ha inventato una moto
e da sempre da sempre fugge via
Con chi si guarda allo specchio
e dice un’altra bugia
e dice domani domani cambiamo
ma oggi no

Chissà che cosa c’è
dopo per noi
per noi che non abbiamo esempi
e certo non lo saremo mai
per noi che dopo pianto
ci scappa sempre da ridere
qualche volta no
No
qualche volta no

Io non voglio stere con chi ha già fatto
il giudizio universale
ma sa benissimo però
da quale parte stare
Con chi ti giura che è per sempre
e poi ti giri e non lo vedi più
No io non voglio stare
No
non voglio starci più

Io voglio stare con chi
ha l’anima mia
con chi ha inventato una moto
e da sempre da sempre fugge via
Con chi teneva a qualcuno
che se n’è andato via
e dice domani domani cambiamo
ma oggi no

Non è tardi
No
Non è tardi mai…

Io voglio stare con chi
ha l’anima mia
con chi ha inventato una moto
e da sempre da sempre fugge via
Con chi si guarda allo specchio
e dice un’altra bugia
e dice domani domani cambiamo…
ma oggi…No!





enzo bianchi for president

13 03 2008

l’altra sera, trafelata, stanchissima e con il ricordo nello stomaco di un solitario panino risalente alle 18 ore precedenti, mi sono fiondata agli innocenti per sentire dal vivo quello gnomo spettacolare che e’ enzo bianchi. a parte che per certi termini e accenti gli avrei allungato un devoto-oli ma mi sono resa conto subito che avrei dovuto a) sforzarmi di non ridere come un’imbecille, perche’ ero seduta in terra a pochi metri da lui, ogni volta che diceva “uoumo” e visto che ero stanca sarebbe stata un’impresa ardua b) sarei dovuta essere armata del cervello fresco di un sedicenne che ha appena iniziato filosofia al liceo, con a portata di mano un glossario di teologia, un dizionario di ebraico, uno di greco, una sinossi di aramaico/latino e qualche altro aiutino per districarmi nella selva di termini dotti.
al di là di ciò, quest’ometto è un concentrato di praticità e saggezza e riesce a dare risposte a braccio complete e propositive di nuove riflessioni insieme.
per fortuna non è un raro evento sentirlo parlare, specialmente quando va in giro a presentare nuovi libri: da fazio presenta “la differenza cristiana”, racconta una giornata a bose, spiega l’importanza del silenzio. (in realtà non capisco come possa dire le cose che dice in fondo all’intervento a proposito della comunione fra cristiani che benedetto xvi secondo lui starebbe favorendo…forse favorisce la comunione fra noi che siamo tutti contro di lui…)
è uno gnometto niente male, che, come disse sempre da fazio l’anno successivo, dove è andato a presentare “cristiani nella società”, è completamente inutile: noi monaci serviamo a nulla, utili a nessuno.
esattamente come l’arte.