Vanity Fair: «Questa è la storia di un prete mandato in esilio perché crede nell’amore»

21 11 2009

Due giorni passati in città per annusare, capire, verificare una storia di straordinario amore che per altri è solo un colpo di testa di un prete che non

viaVanity Fair: «Questa è la storia di un prete mandato in esilio perché crede nell’amore».





money money money, must be funny…

27 10 2009

oggi pomeriggio ho fatto un giretto ridicolo per versare un assegno, l’unico che ricevo durante l’anno, che ogni anno mi scordo che se lo versi ti risulta dopo qualche giorno e se cerchi di fartelo cambiare hai bisogno dei documenti, che ovviamente ho scaduti e allora ieri avevo già fatto un giro a vuoto ma il mio bancario, un po’ prepotente e giudicante, mi ha modificato il conto perché io possa versare gli assegni da sola e oggi che son tornata in banca per farmelo versare mi ha guardato disgustato perché è ovvio che aveva davanti a sé un’idiota: glielo aveva spiegato apposta ieri tutto questo, e io gli ridacchio in faccia e faccio la vocina che faccio ai miei ragazzi disabili per verificare se hanno capito e lui mi sorride a trentadue denti e decide che sono proprio una tonta che non meriterebbe di avere il nuovo bancomat fiammante dato che non sarà in grado di memorizzare neanche il pin, oltre a non aver capito una mazza dei contanti e degli assegni che può versare da sola in questa macchina prodigiosa che mi fa vedere anche la foto dell’assegnino appena versato.
lei non ha capito ovviamente, mica lui non si è spiegato, eh.

dopo di questo, rimugino tutto il tempo del viaggio fino alla coop dove compro il latte per il kefir e richiedo il duplicato di una carta collegata al mio conto in banca, perché mi era sparita con la giacca, la bloccai, mi serve.
e rumino proprio che meno male che sono povera, che è una benedizione che io sia povera, perché questa faccenda dei soldi, averli, non averli, usarli, donarli, sprecarli, guadagnare, risparmiare, io non la tollero proprio, non la tollero da quando avevo sei anni e mi resi conto che se hai una casa di proprietà e una bambina piccola, non la vendi per andare in affitto: è un’idiozia.
da quella lampante chiarezza di quell’epifania economica, i soldi sono sempre stati fonte di disgusto per me.
e allora dopo la coop passo da alessandro, chiacchiero con un paio di signori indignati, lui sì che si è svuotato le tasche per gli altri, mica come quello stronzo che raccoglie milioni di lire per fare i confessionali, mica come le parrocchie che ricevono lasciti miliardari e invece che fare opere di bene ci costruiscono seminari nuovi di pacca, ma chi ci va in seminario, ma se sono vuoti? parole sante.
e schifo, condiviso.
lo avvisto da poco lontano, è lui, gli rompo, non gli rompo, un tuffo al cuore, mi avvicino, mi presento come gruppo kairos, volevamo partecipare alla sua messa domenica, ovunque sarebbe stato, per esserci, per lui, e ci guardiamo negli occhi e devo trattenere le lacrime, perché manco sa chi sono, manco sa come la penso, che faccio, io che c’entro, che ci faccio io lì, con lui, con gli occhi negli occhi tutti e quattro sulla riva delle lacrime.
che faccio? ok, fai la messa, è l’ultima, posso? me lo abbraccio, contenuta, sento due fiamme di spirito che si avvicinano, ringrazio: ci saremo.
riparto verso casa con la consapevolezza che sì, i soldi mi fanno schifo, e mi fa schifo una chiesa che si dice cristiana e poi agisce al contrario, e i preti che sono ormai dei manager dell’azienda vaticana, ma c’è alessandro, e c’è andrea, c’è il gigi e ci siamo noi, che la pensiamo con la testa e con il cuore e che non ci comandano le tasche, ma quel fuoco di Spirito Santo che in uno sguardo o in un abbraccio riempie il serbatoio dell’anima di una nuova benzina, per ripartire anche quando tutto sembra devastato, inutile, gettato alle ortiche.

un paio di natali fa, in quella palestra, ho pensato chiaramente che forse era tempo per quell’uomo di prendersi un anno sabbatico. ma io non lo conosco, percepisco solo cose, un po’ a distanza, un po’ per empatia.
forse è arrivato il tempo per questo rinnovo dello spirito, la comunità non crolla, è incazzata e indignata e questa è la miglior condizione per tirare fuori le palle quando il gioco si fa duro, di solito.
tutto quello che hai dato, fatto, costruito, alessandro, non verrà giù, perché hai fondato le tue opere e le tue idee sulla roccia del Vangelo, e la gente lo sa.
ad majora, perché il tuo spirito è grande e la tua anima possa trovare un po’ di ristoro, sono certa che sarai e farai sempre meglio, per tutti quelli che incontrerai sul tuo cammino.
grazie.





mercato dell’usato

22 10 2008

oh, finalmente qualcuno si degna di mandarmi le informazioni sulle attività PRIMA che esse abbiano luogo e non che mi tocca a fare i post DOPO che ci sono già state, ovvia:
(vi invidio un po’ ma non poi tanto perchè questo we sono a sant’antimo e siena)

Ti invitiamo a venire a trovarci Sabato 25 Ottobre dalle 9 al tramonto al Centro Sociale Il Pozzo – Via Lombardia 1/p- alle Piagge a Firenze…a visitare il nostro mercato dell’usato solidale.

Girando tra i vari banchetti troverai il Gruppo d’Acquisto Solidale delle Piagge con i prodotti del Commercio Equo e Solidale, i nostri prodotti di Villore (olio, marmellate, sott’oli, liquori,ecc.), le piante della serra dell’Oasi del Fiore.

Ci saranno anche i banchi del riciclaggio con vestiti e oggetti recuperati e restituiti a nuova dignità, e inoltre tanti oggetti di artigianato dei nostri laboratori. E non mancherà la sezione dedicata ai libri, usati e non, a prezzi scontati, per ragazzi e adulti, su tematiche legate alla giustizia, alla solidarietà, al mondo altro possibile.

Troverete inoltre in vendita le bruciate e i marroni di Villore.

Partecipate, e girate queste e-mail ai vostri amici, venite a incontrarci in questa piazza-mercato e così, sosterrete l’autofinanziamento dei nostri progetti-lavoro.

Vi aspettiamo.

Fate girare il più possibile!!!





marcia comboniani, libera la parola

3 10 2008

fra le varie cose alla cieca che ci proponiamo di fare fra comunitandi, stasera c’è partecipare alla marcia della carovana missionaria della pace, che fa capo ai comboniani e coinvolge anche la comunità delle piagge.
tutto questo trova la sua conclusione a roma, presso il seraphicum, sabato e domenica.
un pezzetto di noi verrà trasportato là da ciò che scriveremo sullo striscione qui a firenze, che sarà lo stesso striscione anche a roma.
vari i temi affrontati, guardatevi i link, che è meglio.
aggiorno dopo con impressioni e forse qualche fotina, visto che la macchina rifunziona.

arieccomi: su flickr un po’ di robetta sul giro, fra cui i concetti espressi sui cartelloni.
qui aggiungo l’impegno:

e la cassetta degli attrezzi:





aspettando il 56

29 04 2008

stamani dalle 8:40 che ero alla fermata sono arrivata a metter piede in laboratorio alle 9:40 !! questa città quando piove è una follia e un autobus di periferia che normalmente ha una corsa di 20′ ogni 20′ ingaggia una sfida con il traffico e la perde sempre. io quei 6 km me li faccio a piedi più o meno nello stesso tempo.
al ritorno, sempre aspettando ma in tempi più civili, mi sono venuti in mente un po’ di viaggetti belli che ho fatto e le esperienze più fiche condivise con alcuni amici. dedico ad ognuna una riga secca netta per dar loro il giusto spazio.
cronologicamente:

con davide, kamikaze al kulturpark di izmir

con fido, centrifuga a testa in giù panoramica, al kulturpark di izmir (l’ameba è un’altra storia)

con anne, canoa a due nell’embalse di sorellone/fra’vitelli (sisteron/entreveaux) provenza

con l’ale, rafting a sei nel rio juramento, salta y jujuy (isquierda adelante, derecha atras, adentro!)

e poi viaggi viaggi viaggi….archetipo collettivo che mi tiene sempre appesa a un filo di desiderio bramoso, di paura di tornare per non perdere quella magia…e le piagge, così vicine a casa e così lungo la ferrovia e vicino alla stazione, sorvolate dagli aerei che stanno per atterrare, tanto vicini che sembra di toccarli e le navi, proprio navi si chiamano quelle case…viaggio dentro e viaggio fuori di noi. divenire.





e dopo i’curturale, i’ricreativo

28 04 2008

ma sempre con attenzione all’economia etica:

il formaggio lo voglio fare anch’iooooo!!!





microcredito di periferia

28 04 2008

l’iniziativa, fra le molte, più interessante economicamente che la comunità delle piagge ha messo su è secondo me quella del microcredito, eh sì, come in sud america perché non è che alla fine ci differenziamo tanto poi dai paesi del terzo mondo, ora che li distinguiamo bene dal quarto e che il ricco è sempre più ricco: logica vuole che i poveri siano sempre più poveri, anche in casa nostra (scannerizzerò il mio isee prima o poi e lo posto)
come far fronte?