scavare

una pagina informativa in un blog si pensa debba parlare un po’ dell’autore. mi trovo in difficoltà a trovare chiarezza espositiva e sentimento adeguato a comunicare qualcosa di me e userò questa pagina come raccoglitore, contenitore di cose che penso mi rappresentino fortemente e hanno per me un significato profondo. più che per chi legge, questa pagina serve a me, perchè attualmente mi sono persa e ho bisogno di tirar giù qualche punto che mi aiuti a ritrovarmi. mi rendo conto che il concetto di “attualmente mi sono persa” lo stia sfruttando da anni… diciamo che a questo giro sono davvero in crisi, una crisi precisa e profonda, mi auguro data l’acutezza dei sintomi, che sia breve.

  • non amo i fiori recisi. la pianta mi fa sentire che è viva con la sua acqua e la sua terra, altrimenti è un feticcio. che gusto c’è a godere della bellezza e del profumo di una rosa se dopo tre giorni muore? la costringi a servirti, stava proprio bene sul suo gambo…magari non la potevi annusare, non la potevi vedere bene, ma viveva quello che la natura l’avrebbe fatta vivere.
  • viaggio:

quando viaggio torno appena posso sul luogo del delitto, per approfondire sensazioni e conoscenze, il suono della lingua del posto, l’atmosfera e l’aria, il cibo, i paesaggi e le persone. non mi basta fare una capatina, devo rimanerci a lungo o tornarci per dire di essere veramente stata da qualche parte. nei viaggi, soprattutto all’estero, mi sento straordinariamente me stessa, come se “scappando” da casa ritrovassi tutto quello che ho perso, una dimensione personale più profonda e a volte ignota. poi però non mi dispiace nemmeno tornare, ma questo vale concretamente se ho qualcuno da cui tornare e non solo un luogo. sul compagno di viaggio c’è molto da dire, a volte sto bene sola.

credo che mi stia chiamando l’africa nera, dove ancora non ho messo piede, ma forse ancora non è tempo, anche perchè se ci vo mi sa che non torno! che so: un’ ong, come tecnico di laboratorio per esempio?

  • musica:

ho una formazione da musicoterapista che mi ha cambiato il punto di vista su tante cose. ho iniziato a cantare fin da piccola e quando ho cominciato mi son resa conto che ero viva. credo fortemente che siamo musica, fin nelle barbe, e che l’uso della voce e il canto siano la sublime e massima espressione dell’essere umano, la cui quintessenza è l’armonia corale che rispecchia in sé i migliori rapporti sociali costruibili.

conosco perfettamente a memoria il 95% di jesus christ superstar, ogni anno me lo riguardo e mi strazio identicamente alla volta prima.

ho iniziato a discutere con la maestra di artistica in terza elementaresui colori caldi: ma perchè il blu e il verde devono essere colori freddi?! e se a me l’azzurro mi ricorda l’acqua>il ghiaccio>la neve>baita con caminetto>ambiente affettivo snug & cozy eh?! uno associerà quello che gli pare alle emozioni, no?

  • acqua:

faccio solo docce bollenti o quasi, se dovessi trovare una doccia fredda piuttosto non mi lavo, a meno che non sia un torrente. non ho la vasca e mi manca molto. godo al solo pensiero della vasca esterna, salata, calda e con i getti che c’è all’hidron….grblgrblgrbl

in acqua sono pure ambientate le mie più sognanti fantasie erotiche: cascate, mare aperto, vasche idromassaggio, atolli etc.

fantasmi a roma, scena della milo che si infila in acqua ovunque, se non fosse che ho paura dell’annegamento in sé, sensazione provata che non mi ha affatto indotto al timore del mare, vorrei morire in acqua, da cui traiamo la vita.

dopo queste ultime due affermazioni mi sento di dover comunicare che non ho la luna in VIII né in scorpione.

  • amo molto la natura in tutte le sue forme ma la sublime presenza del gatto su questo pianeta dovrebbe far riflettere chiunque sui prodigi della grazia divina. le fusa, la pelliccia, le sue forme, è un’esperienza multisensoriale sinestesica incomparabile, adorato nell’antichità ma anche un po’ oggi direi.
  • uomo in fruit nera= mi giro in automatico, magari decreto che trattasi di un cesso, ma nel frattempo mi son girata.
  • se avessi una situazione economica decente vivrei la mia socialità in maniera comunitaria anche a casa mia, quella attuale.
  • il sogno, il progetto è di vivere in un posto e con delle persone con cui condividere fede, musica, cammino, vita quotidiana, crescita.
  • il periodo più sognante che ricordo è stato quello in cui la mia stanza era tappezzata di ritagli dai mensili naturalistici, gatti delle foreste, foto di geyser, carta della scandinavia e della gran bretagna, ascoltavo ABBA e A-HA, dormivo su un materasso in terra, scrivevo continuamente, fantasticavo sui libri di james herriot e dalla mia finesta vedevo la campagna toscana.
  • quando andrò in pensione (sto spiegando quindi un delirio) aprirò una locanda su monti sibillini con la mia altra metà della mela, dato che sto spiegando un delirio, diciamo pure con l’anima gemella.
  • sto attualmente sperando che la catechesi che seguo non mi squarci di volta in volta lasciandomi nel vuoto cosmico e nel dolore come stavolta perchè non so come riuscirei a gestirla.
  • non fumo e non mi sfondo di dolci, ma le gudang garam, specialmente quelle al mentolo e la liquirizia salata mi fanno l’effetto di una droga, meno male che non si trovano in italia. effetto simile me lo fa l’aneto (dill) che si trova poco ma si trova.

gestire: termine che devo imparare a usare meno.

  • metterei in galera quelli che guidano con i bambini in auto in condizioni di non sicurezza: solo per accontentare un capriccio, rischiano la loro vita.
  • mi garba mescolare: se voglio bene a qualcuno e ho condiviso qualcosa con lui/lei vorrei che si condividesse insieme anche con altri che amo, anche altre cose che amo. non so se mi sono spiegata…
  • camminare:

cammino di santiago, tappa essenziale della mia vita che mi ha fatto scoprire e superare i miei limiti svariate volte, mi ha messo a contatto intimissimo con la natura e con la presenza di Dio nelle più varie forme della provvidenza e della sua presenza nelle persone che ho incontrato. una grande scoperta continua, microcosmo di un macrocosmo, metafora della vita, dall’inizio alla fine. te lo porti dentro sempre e sempre ti ci confronti

  • non credo all’omeopatia, per cui con me non funziona
  • quando entro in un laboratorio di falegnameria o trovo una catasta di legna, DEVO annusare da vicino: è compulsivo.
  • alcuni alberi, DEVO abbracciarli.
  • non sopporto chi biascica quando mastica

the sun in your eyes makes most of the lies worth believing

  • sarò impopolare: non sopporto la lingua francese, non mi piace proprio il suono.
  • meglio lavorare 45 h/w per 9 mesi fitti fitti e avere poche pause ma prendersi un bel periodo OFF e i fine settimana interi, piuttosto che lavorare meno ore girando come una trottola per la città e non defatigare per almeno due giorni attaccati…
  • sono procrastinatrice e accidiosa in maniera intollerabile perfino a me stessa
  • sono cresciuta con l’astrologia come seconda lingua, odio parlarne specialmente con chi ne conosce poca e la usa come merce di chiacchiere da salotto. ho con essa un rapporto conflittuale, cerco di allontanarla in questo periodo.
  • non tollero chi dà la mano mencia, senza togliere il guanto o senza guardarti negli occhi
  • non tollero di parlare con qualcuno che abbia gli occhiali da sole per più di un minuto
  • la mia tolleranza nei confronti di una telefonata al o dal cellulare non si estende ai 4′ se è piacevole, 10′ se è importante….frequenze intollerabili che penetrano l’udito e vai e vieni di voce continuo mi fanno imbestialire
  • sono un mezzosoprano certificato dal foniatra, per saperlo sono dovuta andarci da sana.
  • fino a qualche anno fa ovunque tu mi mettessi imparavo la lingua a cui ero esposta e ripetevo perfettamente i suoni che sentivo. non posso più dire che sia così da un bel po’ di tempo, ma credo fosse un mio talento.
  • vivo delle empatie devastanti a volte, di cui non capisco il perchè e che si ripresentano a distanza di tempo sotto altre forme.

sospetto che il dolore luttuoso che mi attanaglia in questi giorni, con quella cicatrice nota, come se cuore destro e sinistro si stessero strappando l’uno dall’altro, si rifaccia al lutto di p. e m. che non avevo ancora rielaborato nel dolore e che mi ricordi il lutto del vero amore che non ci fu più, anche se adesso altra persona e altra situazione hanno stilettato la ferita. continua a sfuggirmi che accidente il Signore intenda dirmi con tutto questo, seppur analizzato con la testa, non vado più in là di lì. la grande misericordia di cui attendo con ansia di fare esperienza io la conosco già,  quasi vent’anni fa, adesso, a che svolta siamo?
p.diceva che qualsiasi cosa facesse non aveva più la gioia senza m.
la gioia
la ricerca della gioia è l’unica cosa che ci sostiene giorno per giorno e in queste situazioni, quando ti guardi indietro e non vedi nulla, poi ti guardi avanti e non vedi di nuovo nulla…solo la fede illumina.
oh p., perchè non credevi? dove sei adesso?
qualche tempo fa, in equilibrio, scrissi su un’altra pagina
…”e sai di cosa ho bisogno molto meglio di me.
non mi far far cazzate, non ho più tempo da perdere.”
io credevo di starci dentro, e invece no.
io credevo che fossimo d’accordo, e invece no.
io credevo di aver capito cosa era importante, invece no.
credevo di non aver più troppi problemi di attaccamento, di gregarietà, di alltogether, credevo di essere stata così a lungo e così fortemente da sola mi avesse fortificato e insegnato…invece no.

gli scavi sono inizati a metà novembre 2008, oggi, 4 gennaio 2009 devo dire che siamo a buon punto, recuperi effettuati ottimi, tanti reperti a cui ancora dare etichetta e classificazione….

fine marzo 2009, grandi lavori che hanno dato ottimi risultati, tutto sempre in divenire, sto camminando stanchissima e felice.

2 responses

16 03 2009
Claudia

Vorrei segnalare nel tuo blog un laboratorio e un’idea di luogo, in Toscana. Il sito che ti segnalo è la sede dei laboratori http://www.terzodidanciano.it. Leggendo i tuoi pensieri credo che ti possa piacere.
Grazie se riterrai di pubblicare questo evento
un caro saluto
Claudia

Il laboratorio si intitola “Suono, ambiente, musica”
SUONO, AMBIENTE, MUSICA – 29,30,31 maggio 2009

evento promosso da Ass. Culturale Archidaria in collaborazione con Laboratorio sonoro-musicale CLGEnsemble Torino
INCONTRO FORMATIVO E ATTIVITÀ DI LABORATORIO CONDOTTO

da DARIO BRUNA

“nel cuore della Toscana, immersi in un paesaggio incantato, un’esperienza di riscoperta e percezione con la musica e il suono”
A CHI È RIVOLTO

Insegnanti, musicisti, studenti di musicoterapia, educatori, psicologi, curiosi.

CONTENUTI FORMATIVI

L’esperienza intende portare elementi di conoscenza nell’ambito dell’ecologia acustica, di metodi di ascolto recettivo e attivo in merito alla costruzione di setting di produzione ed educazione musicale per la scuola e la creatività personale consapevole.

LA PERFORMANCES

A conclusione del laboratorio verrà proposto ai partecipanti di presentare al pubblico di Teatro Rurale le composizioni/improvvisazioni realizzate durante l’esperienza di laboratorio, cercando di proporre un setting/azione sonoro e musicale coinvolgente, espressione viva dell’esperienza e dell’ascolto maturato dal gruppo.

La partecipazione alla performances è FACOLTATIVA

COSTO DI ISCRIZIONE

laboratorio residenziale € 220

solo laboratorio €140

18 06 2013
Stefania Fei

mi rileggo oggi, nel 2013 e sorrido, o come sorrido! ;o)))))

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