evolution vs involuzione

19 01 2009

no, vorrei chiarire una cosa:
educatore generico con V livello in cooperativa sociale, 4 scatti di anzianità: 6,45€/h netti circa
insegnante di sostegno, a occhio e croce: 18€/h netti, dipende da vari fattori.
terapista, musicoterapista: fra i 15€ e i 70€/h dipende da un botto di fattori.
nella mia evoluzione personale:
insegnante > educatore > terapista
si occupano della qualità della vita della persona in proporzione inversa, si occupano della didattica in proporzione diretta.
tipo:
l’insegnante si deve occupare della didattica al massimo e impostare l’autonomia sul lavoro scolastico, non si preoccupa troppo del benessere della persona.
educatore: guida la persona nell’affrontare i temi della didattica, attraverso quello che la vita sociale e scolastica propone, promuove l’autonomia sociale e personale al massimo livello possibile, in vista del benessere e della completezza di una persona che sbocci in crescita.
terapista: non ha niente a che fare con la didattica, si appoggia al lavoro della persona in crescita affichè ottenga il massimo del benessere per se stessa in armonia con i propri desideri e capacità e con l’ambiente affettivo e sociale intorno ad essa.
io faccio l’educatrice e ho una formazione da terapista.
non posso tornare indietro.
mi nausea occuparmi della didattica.
mi nausea che mi venga chiesto di fare un lavoro su cui non ho competenza, che non mi piace, non mi interessa, che non è giusto che faccia io quando ci sono le persone competenti che devono e possono farlo.
mi occupo delle persone, non delle materie; le materie sono “scuse” per poter far esprimere le persone al meglio di loro stesse, le materie sono dei mezzi per percorrere le strade, non sono il fine.
si parla di voti, si parla di compiti in classe, si parla di programmi da svolgere:
NON E’ IL MIO LAVORO!!
ovvia.

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5 responses

20 01 2009
Andrea

Ti pagano molto di più di quanto guadagni io, qualunque sia la categoria… considerando che a me, per giunta, non piace neppure il lavoro che faccio (un po’ come a te non piace occuparti della didattica), direi che hai trovato qualcuno che sta peggio di te. E se ti guardi in torno ne puoi trovcare molti altri…. Ah, si, ho dimenticato di citarti lauree e controlauree.
La felicità è oltrove oppure va ottenuta con una dura lotta o un po’ di fortuna. O semplicemente imparando a vedere il buono che c’è in ogni cosa e ringraziare.

Un abbraccio!
Andrea

20 01 2009
Andrea

Ho dimenticato di segnalarti questo post in tema con l’argomento:
http://andreamacco.wordpress.com/2008/12/11/repubblica-fondata-sul-lavoro-non-retribuito/

20 01 2009
mafalda

l’avevo letto il tuo post e non mi stupisce affatto per un contratto a progetto, non fanno anzianità di servizio, lauree o non lauree.

21 01 2009
Simone

Hai proprio ragione, cara mia! Purtroppo nel caso dell’insengante di sostegno quello che conta è la specializzazione, non tanto il ruolo che svolge… O meglio, lo stipendio andrebbe anche bene, se svolgesse al meglio il suo lavoro (che dovrebbe essere anche di educatore, secondo me). Diciamo che è la vostra retribuzione ad essere a dir poco scandalosa, anche solo per la responsabilità che avete…
Non posso farci nulla, ma hai tutto il mio sostegno! Baci!
Simone

21 01 2009
mafalda

maggrazie del prezioso sostegno…cmq non è solo quella questione, di ruoli, responsabilità e correttezza etica del come si lavora, perchè ci sono insegnanti di sostegno vocati e dediti a ciò che fanno che sono una benedizione per i ragazzi e per la scuola, ma è il fatto che il nostro contratto è fintamente a tempo indeterminato, ci obbligano ad un part-time verticale, se non misto con part-time sulla settimana, non rispettano di farci lavorare per le ore contrattuali appena un utente per qualche motivo non va a scuola per un periodo, basta una telefonata da parte di una scuola o dell’asl per rimuoverti da un caso senza nessuna spiegazione e senza che quelle ore che perdi vengano sostituite con altre, i grandi sindacati non ci ricevono neanche negli incontri informali…siamo veramente stufi di vivacchiare per sopravvivere, dopo 10/12 anni di questa solfa…e non ci sono margini di miglioramento nè all’interno delle cooperative, nè all’esterno per chi non ha titoli per fare altro, beh, anche chi fosse educatore professionale non prende certo più di me, ho diverse colleghe psicologhe iscritte all’albo…insomma, il sociale è una follia, non si sa più nemmeno se ci stiamo dentro per vocazione o per inerzia, ne parlavo ieri sera con dei colleghi, nessun contratto nazionale è irrispettato come il nostro, certo non voglio tirare in ballo i vari tipi di contratti diversi dal nostro o la sicurezza sul lavoro, il lavoro a nero etc ma se pensi di avere dei diritti perchè per legge sono scritti nero su bianco e controfirmati poi ti rendi conto che non è affatto così.

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