parole Scomposte

9 11 2007

coop delle piagge, parcheggio a tetto.
arrivo come al solito col mio fido zip e lo parcheggio accanto ai carrelli sapendo che li’ non puo’ dar noia a nessuno e per me trasportare pesi e’ meno impegnativo.
faccio la mia spesa, cercando fra l’altro un regalo che non ho trovato: un termoforo.
non lo trovo piu’ dove l’ho visto la settimana scorsa, fra i piccoli elettrodomestici con il nome a grandi lettere.
becco la commessa con cui a suo tempo ebbi a discutere per cercare di convincerla che la coop di via nazionale, quando esisteva, aveva il prestito sociale aperto di mercoledi’ pomeriggio e sul mio libretto c’era la conferma delle date, ma archivio’ la cosa con un secco “signora, lei si sbaglia perche’ non e’ possibile” facendomi capitolare con una risata, dandole ragione.
beh, ho detto, in fondo negli anni la gente cresce e si informa, e’ pur sempre una commessa: di questo posto ne sapra’ qualcosa.
s: “scusi, sa mica se c’e’ sempre il termoforo che c’era la settimana scorsa, da qualche parte?”
c: apre leggermente la bocca e sgrana un po’ gli occhi “ter….moforo?!”
s: cercando di gestualizzare e verbalizzare in proporzione al palese sbigottimento “si, una specie di copertina elettrica, come uno scaldaletto piccolo, da tenere tipo sulla pancia la sera” localizzo con le mani la pancia, la forma e la dimensione, a occhio.
c: “lidia, te che sai mica ‘ndove…cosa… se c’e’… una copertina tipo elettrica, un ter…”
s: “…moforo”
c+c: alzata di un solo sopracciglio, con inclinazione di testa verso il basso, dalla parte dello stesso sopracciglio, leggero scuotimento della testa con aria sconsolata, un po’ rassegnata specie della prima commessa che temo si sia ricordata di me e della coop di via nazionale.
vabe’ rinuncio, pago e via, su a sistemare le borse per un trasporto ai limiti del pericolo. appena esco dall’ascensore mi rendo conto di essere l’ultima ad andare via e mi pare proprio che il cancello sia chiuso.
sistemo tutto, rimetto a posto il carrello, metto in moto e mi porto verso il cancello.
e’ proprio chiuso, non accostato come speravo.
mollo lo zip, riscendo alla coop e acchiappo la prima guardia giurata sotto tiro: “mi avete chiuso dentro”
gg: “eh, signora, sono le otto e su non c’e’ parcheggio per i motorini”
s: “su c’e’ un parcheggio, se non specificate, io ci posso venire a dorso di mulo e parcheggiarlo li'”
gg: “chiami il mio collega, deve essere al bar, ha lui le chiavi”
…..
…..
…..
gg2: “signora, allora era suo il motorino, eh, noi alle otto abbiamo il LEGGIMACCHINA che se non vede macchine parcheggiate chiude il cancello in automatico”
s: “il leggi….”
gg2: “…macchina”
s: “ah, ma basta saperlo, mettete un cartello, non ho mica la sfera di cristallo, comunque sono anni che lo metto su e non era mai successo”
gg2:” basta che non sia li’ alle otto”.

….

sicuramente usano tutti la borsa dell’acqua calda, ma sanno cos’e’ un leggimacchine !!!

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