cantique

22 11 2008

nel barbarico copiaincollaggio da wikipedia scopro che al di là della poesia nel mio amato cantique di racine ci sono le basi anche di te lucis ante terminum di tallis, ma tu pe, ma tu pe, ma tu pensaaa…

Verbe égal au Très-Haut, notre unique espérance,
Jour éternel de la terre et des cieux,
De la paisible nuit nous rompons le silence :
Divin sauveur, jette sur nous les yeux.

Répands sur nous le feu de ta grâce puissante ;
Que tout l’enfer fuie au son de ta voix ;
Dissipe ce sommeil d’une âme languissante
Qui la conduit à l’oubli de tes lois!

Ô Christ ! sois favorable à ce peuple fidèle,
Pour te bénir maintenant assemblé ;
Reçois les chants qu’il offre à ta gloire immortelle,
Et de tes dons qu’il retourne comblé.





l’ottavo giorno

13 07 2008

(in finale, harry)
in principio non c’era niente
si sentiva solo la musica.
il primo giorno fece il sole
che pizzica gli occhi.
il secondo giorno fece l’acqua:
è bagnata, e bagna i piedi
se ci cammini dentro.
poi fece il vento
che fa il solletico.
il terzo giorno fece l’erba
quando la tagli piange:
le fa male, bisogna consolarla
parlarle con dolcezza.
se tocchi un albero
diventi albero.
il quarto giorno fece le vacche
quando ansimano è caldo.
il quinto giorno fece gli aeroplani
se non li prendi
puoi guardarli passare.
il sesto giorno fece le persone:
gli uomini, le donne, i bambini
io preferisco le donne e i bambini
perchè non pungono quando li baci.
il settimo giorno, per riposarsi, fece le nuvole
se guardi a lungo
ci vedi disegnate le storie.
allora si domandò se mancava niente
l’ottavo giorno fece georges
e vide che era buono.

(all’inizio del film, georges)
in principio non c’era niente c’era solo la musica
il primo giorno ha fatto il sole che pizzica gli occhi e poi ha fatto la terra
il secondo giorno ha fatto il mare che bagna i piedi, il vento che fa il solletico
il terzo giorno ha fatto i dischi, my name is john, my table is yellow, quelli che sono nati in america parlano inglese io non so dove sono nato credo che in mongolia.
il quarto giorno ha fatto la televisione
il quinto giorno ha fatto l’erba, quando la tagliano piange, bisogna consolarla, parlarle con dolcezza.
se tocchi un albero diventi albero.
se chiudi gli occhi diventi formica.
il sesto giorno ha fatto gli uomini, ce ne sono di tutti i colori, ci sono blu, ci sono neri, ci sono rossi, ci sono bianchi e anche arancioni e rossi, verdi, blu, le farfalle blu bianche grigie o gialle, agili pazze leste e ondeggianti e spavalde le farfalle come fiori celesti battono l’aria con ali salde.
natalie è una donna io preferisco le donne perche’ non pungono quando le baci. piu’ tardi sposo natalie[....]
domenica si è riposato, era il settimo giorno[...]

dal film “l’ottavo giorno”, jaco van dormael, 1996

in memoria di michael, lucia, marcello e in onore di tutte le persone speciali che sono passate nella mia vita
n, m, m, e, c, m, m, c, d, f, g, g, a, i, c, e gli ospiti della luna verde, montedomini, il gignoro, l’aquilone e tutti quelli per cui sono stata di passaggio o poco più.
grazie infinite





ritorno

12 06 2008

respirato aria pura
visto colline dolci che diventano pianura come una carezza,
fiori sfacciati di mille tipi e colori che convivono senza competere.
l’arco dell’alleanza nello squarcio di luce fra la nube nera e quella grigia
e ovunque il verde più verde macchiato, baciato, dalle mille tinte della tavolozza della vita.
e io che in tutto questo ci vedo te
non resisto.





uno dei cento sonetti d’amore di neruda

7 06 2008

Soneto XLIV

Sabrás que no te amo y que te amo
puesto que de dos modos es la vida,
la palabra es un ala del silencio,
el fuego tiene una mitad de frío.
Yo te amo para comenzar a amarte,
para recomenzar el infinito
y para no dejar de amarte nunca:
por eso no te amo todavía.
Te amo y no te amo como si tuviera
en mis manos las llaves de la dicha
y un incierto destino desdichado.
Mi amor tiene dos vidas para amarte.
Por eso te amo cuando no te amo
y por eso te amo cuando te amo.

PABLO NERUDA da CIEN SONETOS DE AMOR (1960)

ecchevvòifà? sto un pezzo in là…





llorona

5 06 2008

faccio un linkino al mio amico decio che stavolta ha messo sul piatto della bilancia un uomo che piange, la poesia e il lato oscuro femminile…mh…butta verso interessanti risvolti

llorona





Flower in the Crannied Wall

15 04 2008

Flower in the crannied wall,
I pluck you out of the crannies,
I hold you here, root and all, in my hand,
Little flower -but if I could understand
What you are, root and all, and all in all,
I should know what God and man is.

Lord Alfred Tennyson





storia di una insofferenza al gel

29 02 2008

non havea febo ancora recato al mondo il dì ch’una donzella fuora del proprio albergo uscì, sul pallidetto volto scorgea se il suo dolor
spesso gli venia sciolto un gran sospir dal cor si calpestando fiori errava hor qua hor là
i suoi perduti amori così piangendo va.

“Amor” -dicea,
“Amor” -il ciel mirando il piè fermò
“Amor, dove, dov’è la fe’ ch’el traditor giurò” -miserella
“fa che ritorni il mio amor com’ei pur fu, o tu m’ancidi ch’io non mi tormenti più” -miserella
“non mi tormenti” -miserella, ah, più no, no, tanto gel soffrir non può
“non mi tormenti più no, non vo’ più ch’ei sospiri se non lontan lontan da me” -ah, miserella
“no, no che i martiri più non dirammi, non dirammi affé” -miserella ah, più, no, no
“perché di lui mi struggo” -miserella
“tutto orgoglioso sta” -miserella, ah, più, no
“che si che si se’l fuggo ancor, ancor mi pregherà” -ah, miserella, tanto gel soffrir non può
“se ciglio ha più sereno colei, colei, colei, ch’el mio non è, già non rinchiude in seno Amor sì bella fé, sì bella, sì bella fé” -miserella ah più no,no, tanto gel soffrir non può
“né mai si dolci baci, mai, mai, mai, mai” -miserella
“da quella bocca havrai” -miserella
“né più soavi <ah, taci> taci, taci, taci che troppo il sa” -miserella

si tra sdegnosi pianti spargea le voci al ciel
così ne’ cori amanti mesce Amor fiamma e gel

lamento della ninfa, claudio monteverdi (1567-1643)

si fa per scherzare full-monty, eh, maestro lei lo sa che questo e’ uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, eh?!

fra i miei video, il brano suonato e cantato benino, nel box, lo spartito.





fuori dalla pelle

28 02 2008

amici senza pelle
sorrisi intensi di occhi veri
occhi che attendono risposte
voci che parlano con bocche che non vogliono dire
amici grigi e colorati
algidi e caldi
me li vorrei abbracciare
pelle a pelle
coccolare senza timore di toccarli
di inquinare il loro tremore di stelle che pulsano
di mischiare le mie vibrazioni lente
lunghe e costanti
con le loro
interrotte
brevi
in cerca
come se non si sentissero degni di comunicare amore
forse non sanno che canale potente sono
per l’amore stesso
vorrei caldi manti per riscaldare la loro nudita’
di fronte al mondo
ostile punto di domanda
che li ospita ignaro
della loro nobilta’





LOMBRITTICOETICA

27 12 2007

Un lombrico stava attaccato all’amo. Un pesce lo vide.
- Adesso ti mangio – disse.
- Se mi mangi – disse il lombrico – verrai mangiato a tua volta.
Il pesce se ne fregò, lo mangiò e fu mangiato.

Un lombrico stava attaccato all’amo. Un pesce lo vide.
- Adesso ti mangio – disse.
- Se mi mangi – disse il lombrico – verrai mangiato a tua volta.
Il pesce riconoscente se ne andò e non mangiò mai più lombrichi.

Un lombrico stava attaccato all’amo. Un pesce lo vide.
- Adesso ti mangio – disse.
Il lombrico tacque.
Il pesce lo mangiò e fu mangiato.

Un lombrico stava attaccato all’amo. Un pesce lo vide.
- Oh come soffri – disse – posso fare qualcosa per te?
- Mangiami – supplicò il lombrico – poni fine alla mia agonia.
- No – disse il pesce – non voglio essere mangiato.

Un lombrico stava attaccato all’amo. Un pesce lo vide.
- Oh come soffri – disse – posso fare qualcosa per te?
- Potresti, ma se lo farai finirai mangiato.
- Ti mangerò ugualmente – disse il pesce – non posso vederti soffrire così.

Un lombrico che prima di diventare esca era stato un grande benefattore, stava attaccato all’amo quando passò di lì un pesce conosciuto in tutto il fiume per la sua malvagità.
I due si guardarono a lungo. Poi si rivolsero al pescatore:
- E lei, cosa fa lì sopra in panciolle, mentre qua sotto accadono eventi che comportano grandi scelte morali e precise responsabilità davanti all’opinione pubblica?
Il pescatore per tutta risposta ritirò la lenza con tutto l’armamentario, e se ne andò.
- Ecco – borbottò – uno viene qui per pescare e subito te la buttano in politica.
(Stefano Benni)





letta da jeremy irons e’ la fine del mondo…

26 12 2007

va beh, anche l’elenco del telefono letto da jeremy irons diventa la fine del mondo cmq:

XII dalle poems of the imagination, detta

DAFFODILS

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed—and gazed—but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

eh? ah,e… sì….mi liquefaccio ogni volta….dunque: mp3 nel box qui a fianco….
uh, ah gia’…l’autore e’ william wordsworth