III puntata, il dummy al livello dei bisogni di appartenenza

4 06 2008

lo stupore del dummy davanti al mondo si amplificherà fino a trovarsi senza respiro quando, sempre dalla famiglia google, si sarà scaricato google earth e vedrà il tetto di casa propria, le ande, il sahara che sembra quasi di toccarli….fotografie da chi c’è stato veramente vengono aggiunte all’associato panoramio che si lega anche alle mappe condivisibili e editabili (edit=modificare) da più persone di google maps.
esplorare, conoscere.
il mondo è qui ed ora, ed è mio.

il dummy ha raccolto miriadi di informazioni e ha messo da parte i suoi bookmark ma sono male organizzati, poco fruibili, adora alcuni siti e vorrebbe farli conoscere a tutti e magari vorrebbe entrare in contatto con chi ne conosce di simili, così da scambiare e condividere conoscenza, con tutte queste idee, come le raduno, come le classifico, ne voglio altre! come fare? social bookmarking è la risposta, delicious nello specifico.

tutte le mie esperienze immortalate in una foto, magari un po’ ingiallita che vorrei salvare scannerizzandola, ma poi rimarrebbe lì nel pc, da una parte o tutte le foto ricordo che ho fatto con la macchina digitale che ho trovato sul sentiero in galizia! che bello fare degli album organizzati e che bello poterli condividere…ci sarà un luogo dove professionisti della fotografia e dilettanti avranno organizzato i loro album con categorie e tag? c’è e si chiama flickr: è bellissimo, c’è di tutto, e che colori con piclens! stavolta la cosa più noiosa è che ti devi fare un altro account di posta elettronica yahoo per poterlo usare, ma poi puoi inserire un widget di flickr nel tuo blog ed unire anche questa esperienza a tutto il resto! ce lo spiegano sempre i lefever

e le idee che condivido con altri, su cui sono abbastanza informata, come posso metterle insieme e arricchirle, confrontarle, metterle a disposizione? come si condivide il sapere in modo semplice e collaborativo? come si crea una comunità di sapere come cpdl che se non fosse esistita avrebbe significato un centinaio di spartiti in meno da cantare per far del bene alla mia vita? o come wikipedia senza la quale trovare informazioni affidabili anche per lo studio sarebbe stato molto più lungo e noioso? il sistema wiki stavolta è la risposta
il dummy ormai è quasi cintura nera di web 2.0
la sua piramide dei bisogni va verso altre vette.





II puntata, secondo livello: bisogni di sicurezza

2 06 2008

il dummy, adesso attivo nella produzione di documenti, protetto per navigare in internet liberamente e con un browser che non fa tante bizze, inizia a sentire bisogni che lo facciano sentire a casa.
la casa del dummy web 2.0 è in buona parte rappresentata da papàemamma google, vediamo perchè.

1) google, motore di ricerca per informazioni, immagini, mappe, notizie e molto altro ancora, è il motore più usato e conosciuto del web, forse perchè funziona bene e non tedia il lettore con immagini pubblicitarie che distraggono l’attenzione.
oggi google ha molte emanazioni di sé, la più rilevante che ci fa iniziare a costruire qualcosa di comunicativo e sociale è

2) gmail, un account di posta elettronica da web, con pop3 per altri account, con vari giga di spazio per archiviare senza bisogno di buttar via roba.
una volta creato l’account di posta elettronica sullo snello e sobrio gmail si potrà accedere a

3) gtalk, una piccola chat interna alla pagina dell’account che può anche essere scaricata a parte ed essere usata per instant messaging (IM)

4) e a google reader che è invece un aggregatore di notizie e di blog. via via che le cose che vengono pubblicate sui siti da noi preferiti, le riunisce e le fa comparire in una lista che scorriamo semplicemente e comodamente. per me sostituisce la lettura del giornale, la visione dei telegiornali e la fatica di ricordarmi “ah, come era quel sito carino? dove l’ho messo il bookmark?”. tutto quello che i miei blog preferiti pubblicano e anche i commenti ai post, vengono radunati qui, ma voglio far parlare il filmato dei lefever che avevo segnalato nella puntata introduttiva: rss feed.
il risparmio in termini di tempo fra leggere da un reader e controllare i siti pagina per pagina è inestimabile.

5) last but not least il blog, eh sì, proprio un blog…che è? a che serve? come si usa? perché dovrei averne uno? alle domande tecniche risponde l’ottimo video dei lefever sui blog
sul perché si potrebbe parlare ore. un blog può essere solo professionale, solo per diffondere una propria passione e dire a tutti chi sei e che fai, solo personale e completamente anonimo, solo un diario; un blog è un pezzetto di te, di casa tua e non c’è un modo giusto o sbagliato di tenerne uno. ci sono tanti modi e significati. il blog su blogspot è facile da gestire, permette di aggiungere dei contenitori in cui caricare documenti ed mp3 (tramite box.net per esempio) o diffondere le notizie più apprezzate dal proprio reader oltre a tante altre funzioni aggiuntive (widget=web gadget)
una volta aperto l’account gmail su google si potrà accedere anche a una pagina che riunisce tutti gli account google creati e quindi alla posta, al reader, al proprio blog, ai documenti, alle foto e molto altro.

6) infatti google ha anche creato docs google o gdocs che è un pacchetto office efficiente e comodo, portatile in quanto online, con caratteristiche praticissime e di condivisione per certi versi molto meglio perfino dell’amato openoffice. vedetevi il filmato. personalmente lo uso alternatamente con open office dato che a volte è comodo avere documenti on line, a volte è utile invece averli sul pc se non si ha connessione. brillante la funzione di sharing!!

adesso il dummy è felice e sitibondo di nuove conoscenze, ama stare on line, leggere, scrivere, confrontare le proprie idee con quelle degli altri.
scatta una nuova dimensione sociale.





I puntata, la base della piramide web 2.0

31 05 2008

esporrò il mio caso e se vi ci riconoscete, seguite il percorso che ho fatto:
provengo da un imac del ‘97 che aveva scarsissima compatibilità con qualsiasi cosa riguardasse il software dei pc. 4 giga in tutto, processore a pedali.
ma aveva una personalità e un’intelligenza, c’ era i’ffìlinghe.
usavo internet con modem 56k, consultavo qualche sito, scaricavo la posta elettronica, qualche mp3.
punto.
per il resto qualche foto e qualche documento, claris works. (when it used to)
oggi, come molti, ho un pc portatile, 110 giga di memoria e un hard disk esterno da 250 just in case, processore veloce, il collegamento adsl 7 mega a casa 24h/24, il wireless anche all’università.
scarico il mondo dalla rete e me ne nutro quotidianamente.
il desiderio è tendente a linux.
spesa iniziale 649€, la bolletta telefonica totale bimestrale è sui 90€. ogni anno e mezzo il pc vorrà vedere un tecnico e richiederà spesa accessoria.
sono un utente medio, ci capisco mediamente, faccio un tot di cose bene, altre non so nemmeno che esistono.
sono un’ex dummy, non parto analfabeta, ma quasi.
oggi me la cavo. non potrò (e non voglio) mai essere considerata una smanettona nonostante qualcuno dei miei amici meno internettizzati mi consideri già di quella specie. non c’ho lo stile, non c’ho lo gnegnero.
dall’ ottobre scorso sono stata piacevolmente costretta a darmi una svegliata sull’uso intelligente di internet, parecchio, parecchissimo per colpa di quest’uomo che zitto zitto ha tirato fuori dal cappello a cilindro mille idee utili, semplici, brillanti per la gestione del corso di informatica che mi è toccato fare per l’università.
e si è spalancato un mondo, ma “virtuale” è l’ultima parola possibile per definirlo.

progressiva uebduizzazione del dummy (la mia in pratica, e la consiglio)

la base della piramide dei bisogni del dummy: i bisogni fisiologici

il dummy medio ce l’ha a morte con windows (windoze or windzozz per gli amici) ma non ha il coraggio di investire in un mac o di installarsi ubuntu per paura di non saperlo usare: ma perchè soffrire per un oggetto che deve funzionare in quanto vi serve? non è abbastanza lo stress della vita quotidiana da doverci stressare anche davanti al pc???
alla base della piramide dei bisogni c’è l’obbiettivo: bypassare bill

1) buttate via il pacchetto microsoft office se ne avete uno, senza timori, e installate open office.
adesso potete fare le stesse cose di prima, le potete fare meglio e la risposta è SI’, è gratis e fuziona sempre e bene. lo so, il dummy non è abituato a ciò…

2) non avete bisogno di un client di posta, non riuscirete a liberarvi di outlook express, ignoratelo e isolatelo, sfruttatelo per le newsgroup se proprio dovete.

3) liberatevi di internet explorer, scaricando firefox. mh…di nuovo? siiii, è sempre gratis e funziona bene, senza fare i soliti conflitti che avete tollerato finora da parte di explorer, che invece avete pagato.

4) parlando di cose pagate e che rallentano tutto e fanno conflitti e più o meno vi ricattano per esser rinovati a caro prezzo anno per anno, buttate via anche norton, l’amico di bill, e installate, subito però, la home edition di avast, non vi sto a dire che è gratis e funziona bene.

bene: protetti, in grado di accedere ad internet, di scrivere documenti e presentazioni adesso vi state uebduizzando e la semplicità delle cose utili, nonchè l’utilità delle cose semplici, vi sgranerà un sorriso mentre state al pc, invece che vedervi arcigni e ansiosi di finire e chiudere tutto.
ricordate che come nella vita, le cose più belle sono gratis.





web 2.0 for dummies

30 05 2008

il vero dummy non sa neanche che cosa sia un dummy e quindi non sa di esserlo.
non si porrà domande sul web 2.0 perché è un termine strano che sicuramente non lo riguarda (boh, sarà per quegli smanettoni di internet).
ennò!! è proprio qui che casca l’asino:
il principiante che si accosta ad internet per utilizzarla al meglio deve potersi districare in mezzo alla selva di termini tecnici, non perdere troppo tempo per imparare a fare le cose utili ed avere a disposizione gli strumenti che gli servono per imparare a fare via via cose interessanti e nuove.
ma servono a lui tutti questi strumenti? a cosa servono? e come lo fa a capire? e quali dovrebbe scegliere?
nel puro spirito di diffusione del “tutto per tutti” che il web 2.0 rappresenta, lee e sachi lefever offrono con squisita semplicità e chiarezza i loro splendidi filmati in plain english con le spiegazioni di cui il dummy ha bisogno e che l’ottimo antonio fini ci ha sapientemente sottotitolato in italiano
altri utilissimi filmati su googledocs
sul social bookmarking (delicious, per intenderci)
gli RSS (feeds), questi sconosciuti
ecco questa era una lista abbastanza alla rinfusa di quello che serve a un dummy per sfruttare al meglio le mille risorse della rete, in maniera opensource, of course !!
segue una serie di post sensati che a puntate ripercorreranno il percorso che ho fatto io e quello che consiglio.





sempre contro l’omofobia

17 05 2008

’sendomi isolata per tutto i giorno solo a sera mi rinvengo che oggi era la giornata mondiale contro l’omofobia
per rimediare spammo solo il link più ovvio al sito più ovvio

omofobia

e qualche altra cosetta trovata in giro (giusto per far vedere che sono impegnata anche se in ritardo, sorry)
ilaria k. l’iniziativa “adotta un finocchio” mi fa morire…
e dal queerblog
e dal fedele gionata

pero’ in fondo son tutti link con info simili:
verona parla da sè, altre notizie parlano da sè.
tutti i giorni contro l’omofobia.
educare contro l’omofobia o meglio educare ai diritti civili sarebbe la cosa da fare.





cuori che aspettano di essere considerati

20 04 2008

nel weekend dadadista e naif che mi sono goduta a roma c’e’ anche stato lo spazio e il tempo per conoscere l’autrice di un libro ben fatto sulle problematiche infantili quando si tratta di affidamento giuridico. attraverso i disegni dei bambini, maria rosaria, interpreta preziosamente le loro paure e angosce e dà al lettore la chiave di lettura per molte informazioni che altrimenti passerebbero inosservate a un occhio non esperto.
maria rosaria costanza è pedagogista clinica e molto di più, donna molto dolce e con vissuti personali importanti, congiunge la sua esperienza e la sua professionalità con una genuina passione per l’infanzia e le sorti dei più sfortunati dei nostri cuccioli.
niente da aggiungere se non che il ricavato dei diritti d’autore verrà interamente devoluto all’unicef.

la sua associazione e il suo curriculum
http://www.coppiaefamiglia2000.it/Costanza.htm

la scheda del libro
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1305.84

cuori che aspettano di essere considerati





grouptweet e @globaltidbits

12 04 2008

visto che sono or ora esattamente 4 ore se non di piu’ che sto dietro a questa cosa, vale forse la pena di farci un post. stamani mi sveglio presto e ho il pc vicino dalla sera prima che ho finito di scrivere a letto, cosi’ faccio quello che non va fatto: prima di alzarmi e andare in bagno mi giro e guardo twhirl, gia’ questo e’ pericolosamente indicativo di pseudotwitpatologie ma andiamo avanti…. le mie sinapsi si ingolfano di un botto davanti all’idea che il mio affezionato nozionismo  (non ne sono proprio innamorata, diciamo che lo stimo) puo’ diventare un veicolo di apprendimento globale, ingrandendosi fino a diventare sempre piu’ vicino alla cultura, proprio tramite twitter!

ripigliamoci un secondo dunque, passo passo…..da @langwitches

http://langwitches.org/blog/2008/01/25/revenge-of-the-digital-immigrants/

http://langwitches.org/blog/2008/04/11/tidbits-of-information/

http://langwitches.org/blog/2008/04/11/global-tidbits-twitter-group/

apprendo che qualcuno zazzicando con gli (o le?) API di twitter si e’ inventato l’utilissima funzione di aggregare a gruppi i followers e followed permettendo, semplicemente inviando un direct message, DM, di mandare una informazione ad un gruppo di persone e non necessariamente a una sola come accade con il normale DM o con @ o come nella publictimeline a chiunque indistintamente.

http://grouptweet.com/

che vuol dire questo? vuol dire che i nativi digitali, che sono le nostre nuove generazioni nate con il cellulare in mano e abili negli sms, pc e quant’altro, apprendono (vedi i link di sopra su hall davidson) piu’ facilmente e velocemente con le informazioni esposte con linguaggio sintetico, come gli sms appunto, concetto su cui si basa anche twitter.

questo per l’educazione e’ gia’ da solo un varco molto ampio attraverso cui far passare miriadi di informazioni anche accademiche, scolastiche, sapendo che chi le leggera’ avra’ dunque piu’ possibilita’ di apprenderle.

non dimentichiamo che anche i piu’ vecchietti, post-adolescenti, o in eta’ senile, possono avere grandi vantaggi dalle informazioni esposte in breve, semplici ed essenziali e sicuramente almeno io sono un caso certo di apprendimento a spot, a chunks di informazioni, quindi ci sara’ qualcun’altro in giro no??!!

per quanto riguarda strettamente twitter, quando si ha un gruppo di amici mescolato a un grande numero di twitters e nel flusso di tweets si perde un po’ qualcosa qua e la’, creare un gruppo e’ estremamente vantaggioso, per lo meno quando si hanno in comune un po’ di argomenti. beh, per ora sono una novellina con @globaltidbits, anzi non mi ha ancora accettato fra i followers ma vedo e prevedo grandi potenzialita’.

spero che ci abbiate capito qualcosa perche’ mi fa molta fatica spiegarmi in italiano standard :o)

join @globaltidbits !!!!





lettura collettiva o racconto su twitter

9 02 2008

oddio, anche se faccio finta di non voler pensare educativamente fino a fine agosto che dovro’ decidere se ricominciare a lavorare o licenziarmi, devo dire che non e’ mica tanto una cavolata questa cosa della lettura collettiva su twitter.

gruppi di ragazzi disabili alfabetizzati che prendano confidenza con strumenti web 2.0 come twitter, o una classe di fine elementari, inizio medie, con o senza compagni certificati.

informatica interdisciplinare con narrativa in lingua italiana o L2

skills: saper cercare e trovare una parte di testo gia’ scritta da un compagno, o da un lanceur, scriverne un altro pezzo, leggere e rileggere cio’ che e’ stato scritto e seguirne la logica, saper collaborare in piccoli gruppi ad un fine comune.

altrimenti anche inventare un racconto collettivo che abbia delle linee guida stabilite prima come il tema o i protagonisti o il luogo: esercita la fantasia, la collaborazione, la capacita’ di sintesi, l’uso della lingua scritta e di quella parlata, se vengono riportati dialoghi.

bellino, si’!

devo chiedere a chi e’ su’i'pezzo nelle scuole in questo periodo se magari mi prova a lanciare l’idea, chissa’ a che porta.





bilinguismo

30 01 2008

sto cercando di verificare attraverso i vari strumenti web 2.0 la competenza della lingua scritta dei sordi che trovo on line.

per ora e’ stupefacente la competenza della L2 scritta dei sordi educati con il bilinguismo, fanno rarissimi errori, certamente meno dei loro colleghi udenti americani che scivolano su qualsiasi homophone… non voglio essere troppo invadente ma sicuramente dovro’ approfondire la loro competenza in asl, la profondita’ della sordita’, se l’intervento e’ stato precoce, se hanno fatto scuole speciali o vari inserimenti in scuole comuni. ci sara’ da ridere, quando mi chiedono della situazione italiana provo una vergogna mista a rassegnazione per l’ignoranza abissale che c’e’ in materia soprattutto da parte degli addetti ai lavori che si fidano della prima informazione che gli rivogano senza farne una critica…..quante menti brillanti dovranno esser spacciate per creature ignoranti solo a causa dell’ottusita’ dell’ambiente familiare, medico e scolastico? quante altre gioventu’ spezzate e personalita’ piegate???





riflessioni post seminario 2

24 12 2007

mi e’ venuto in mente di riprendere questo argomento perche’ ho visto i filmati del prof lewin, (anche lui lewin, sì) dell’MIT che dimostra la fisica davanti a folle di studenti che partecipano con le lacrime agli occhi dal ridere alle sue lezioni.

ancora non ho sbobinato il seminario ma mi rimane molto impressa una frase del prof che nel mondo dell’educazione e’ molto importante : si impara per via affettiva.
oggi sono d’accordo al 100% ma penso che un altra via vada assolutamente al di sopra di questo canale.

diciamo, per sintesi, che ho orecchio e sono portata per lingue e musica, sono invece tarata, ma per bene, in tutte le materie che presuppongono il filone di pensiero matematico (vedere altro post), sopra a questo ci vada un’abbondante spolverata di pigrizia e una glassatura di caos mentale per problemi vari che mi hanno accompagnato per tutto il percorso scolastico.
pensando alle mie tragiche esperienze di alunna non posso dire che le cose che ho imparato meglio o di piu’ sono passate per via affettiva da insegnanti che ci hanno saputo particolarmente fare, anzi, gli insegnanti con cui ho trovato piu’ affinita’ umana erano quelli di materie su cui sono particolarmente poco dotata e in cui ho avuto voti piu’ bassi, forse perche’ sono amante della complementarita’ con chi piu’ e’ diverso da me.
e’ vero anche, viceversa, che delle materie su cui ero piu’ portata ho trovato insegnanti di cui non mi sono mai lamentata ma che a livello di coinvolgimento umano, beh, eravamo decisamente bassini, con il picco in basso di un insegnante di francese con accento vistosamente franco-rufinese che mi ha messo a tacere fin dal primo giorno di lezione perche’ non capivo come mai pronunciasse delle U in un modo diverso da quello che sentivo guardando il canale france 2 (chiedevo solo spiegazioni ma si deve essere offesa…)
per quanto riguarda l’affettivita’ nei confronti delle materie, e’ stato un po’ automatico ripiegare su quelle in cui riuscivo perche’ mi servivano per un mio desiderio e.g. l’inglese: 1) sono curiosa come una scimmia 2) in casa avevo l’enciclopedia britannica, grammatiche e vari dizionari mono e bilingui 3) quando cercavo delle informazioni dovevo quasi per forza attingere a testi che mi spiegavano le cose, non importa in che lingua 4) la passione per la musica mi ha sempre portato a voler conoscere i testi di cosa vociavo e di conseguenza a capire cosa dicessero, non importa in che lingua.
conseguenza di questo, voti alti in inglese che non corrispondevano affatto a un impegno nella materia scolastica.
coseguenza associata a questo fatto: grossa delusione reciproca fra me e i miei professori perche’ mi e’ stato rinfacciato di dedicare studio e attenzione solo alle materie che mi piacevano quando io ero assolutamente imparziale non studiando a casa nessuna materia o poco tutte ed era ben lontana da me l’idea di poter offendere qualcuno perche’ nella sua materia non avevo voti decenti.

ho voluto dire questo per spiegare quanto il lato del PIACERE e quello LUDICO siano secondo me prevalenti nel veicolare la passione verso una materia.
se mi diverto, me lo ricordo e lo imparo.
la via affettiva e’ un adsl ma il piacere e’ il wireless!